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Cup con un addetto, il difensore civico chiede spiegazioni a Regione e Asl

Andreas Quirici
Cup con un addetto, il difensore civico chiede spiegazioni a Regione e Asl

Nella lettera si cita la vicenda raccontata dal Tirreno «Chi si presenta agli sportelli è di solito l’utenza più debole»

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POMARANCE. L’unico addetto presente al Centro unico di prenotazione (Cup) degli sportelli di Pomarance e Larderello, di cui ha pubblicato la notizia Il Tirreno qualche giorno fa, ha messo in allarme Sandro Vannini, il difensore civico della Toscana che ha scritto ad Asl e Regione per chiedere spiegazioni su una situazione che, oggettivamente, rischia di non rendere un buon servizio alla popolazione dei comuni di Pomarance e Castelnuovo, a cui i due uffici fanno riferimento. Nella lettera si cita anche un altro problema: la mancanza di convenzioni tra Asl e farmacie della zona per lo svolgimento del servizio Cup che, invece, funziona in molte altre parti della regione.

Vannini chiede a Maria Letizia Casani e a Simonetta Ghezzani, rispettivamente direttrice generale e addetta dell’Ufficio relazioni col pubblico (Urp) dell’Asl Toscana Nord Ovest e, per conoscenza a Carlo Rinaldo Tomassini, direttore dell’ufficio Diritti di cittadinanza e Coesione sociale della Regione, «quali provvedimenti l’Azienda sanitaria intenda adottare per risolvere il problema del Cup di Pomarance. Dall’articolo stampa sembra desumersi infatti che non solo c’è una sola addetta al Centro unico di prenotazione, ma che non ci siano farmacie convenzionate per gestire il servizio».

Nella sua lettera Vannini dice di rendersi conto «che ovviamente l’Azienda sanitaria non può costringere le farmacie private a convenzionarsi, ma ritengo urgente conoscere il punto di vista dell’Asl Toscana Nord Ovest rispetto a quanto riportato nell’articolo, considerato che chi si presenta al Cup di persona è di solito l’utenza più debole che non è capace di accedere alle modalità di prenotazione online, oppure con l’esigenza di prenotare prestazioni particolarmente complessa».

Il tema è proprio questo. La popolazione della Valdicecina ha una percentuale molto alta di anziani, rispetto alla media della Toscana. Qui l’idea di Cup 2.0 che Società della Salute, Asl e Regione hanno intenzione d’introdurre a breve per incentivare l’uso delle tecnologie rispetto a servizi come quelli offerti dal Centro unico di prenotazione, ha bisogno di essere affiancato da un sistema di aiuti alle fasce deboli. E una situazione come quella che si sta verificando da alcuni giorni a Pomarance e Larderello, con tante persone in fila davanti agli sportelli, denota un contesto diverso e in cui i servizi dovrebbero essere più vicini alle persone.

Vannini chiude la lettera ringraziando per la collaborazione le persone alle quali si è rivolto, ma dichiarando di restare «in attesa di un riscontro». La questione, quindi, non dovrebbe chiudersi qui. —

Andreas Quirici

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