Il Tirreno

Pontedera

«Sull’ecomostro inopportuni i toni trionfalistici usati da Giglioli»

San miniato basso: la lega attacca il sindaco 

2 MINUTI DI LETTURA





san miniato. «Gli annunci del sindaco sono inopportuni». La Lega di San Miniato attacca Simone Giglioli in merito alle dichiarazioni del primo cittadino sulla ripartenza del cantiere ex-Etruria di fronte alla Casa Culturale.

L’ecomostro, per molti anni fermo in quanto impantanato a seguito del concordato preventivo del colosso toscano dell’edilizia, ha visto proprio in questi giorni il riavvio dei lavori, che i dirigenti del circolo puntano a finire entro l’anno, realizzando oltre ai locali per il soci e il Carnevale, anche uffici e negozi.

«Giglioli – scrive la Lega – ha annunciato trionfalmente, che “alla fine la Casa culturale è riuscita a ritornare in possesso dell’immobile per portarlo a definitiva realizzazione, dobbiamo ringraziare chi ha lavorato duramente per arrivarci”. Data la complessiva situazione si suppone che l’entusiastico comunicato sia stato fatto dal sindaco in quanto socio o amico della Casa Culturale, non certamente come responsabile dell’amministrazione comunale di San Miniato.

«Il sindaco ha giustamente ringraziato i responsabili della Casa culturale per il risultato da loro ottenuto nella gestione delle “loro cose”, ma ci chiediamo se i cittadini di San Miniato possono ringraziare l’amministrazione comunale per come ha gestito la parte di sua competenza, cioè “le sue cose” (che poi sono le cose dei cittadini), per far sì che in quella struttura la farmacia comunale potesse avere una sede di proprietà, quale logica conseguenza dell’anticipato versamento al Consorzio Etruria di ben 1.080.000 euro di denaro pubblico, il tutto garantito da una fidejussione assicurativa di pari importo, ma al dunque contestata e disattesa».

La Lega ricorda «che le “sinergie” operative messe in campo tra Comune, Farmacia comunale, Consorzio Etruria e Unipol per la costruzione dell’edificio che avrebbe dovuto essere anche sede della Farmacia comunale, si sono risolte per le casse pubbliche in una perdita finanziaria ingente il cui ammontare ha sfiorato il valore dell’immobile che si voleva costruire. Nonostante le ingenti risorse pubbliche assorbite dalla vicenda la farmacia comunale non è riuscita ad acquisire la proprietà dell’immobile, ed è stata quindi costretta ad esercitare la sua attività in locali concessi in affitto dalla Coop, al canone annuale di 48 mila euro. In sintesi, dalle casse pubbliche sono usciti tanti soldi (700/800 mila euro? ), senza avere in cambio niente. Un vero affare».

«Per questo riteniamo – conclude la Lega – riteniamo che nella vicenda dell’ecomostro ci sia veramente poco di cui rallegrarsi». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web