Il Tirreno

Pontedera

l’allarme del presidente bolognesi 

«Se la piscina non riapre a settembre è la fine del nuoto»

Andreas Quirici
«Se la piscina non riapre a settembre è la fine del nuoto»

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PONTEDERA. C’è allarme per il nuoto di Pontedera. Dopo l’annuncio di chiusura per problemi logistici e di sostenibilità economica della piscina comunale dato dall’amministrazione guidata dal sindaco Matteo Franconi e dalla società che gestisce l’impianto, la Progetto Sport, il presidente della Dimensione nuoto, Damiano Bolognesi, lamenta il 30 per cento in meno di praticanti, ma soprattutto presenta una prospettiva poco incoraggiante: «E se a settembre la piscina non dovesse riaprire? Sarebbe la fine del movimento che gravita attorno a questa disciplina».

Uno scenario davvero negativo per uno sport che vede la presenza in vasca di un migliaio di persone al giorno, ovviamente prima dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus. «La nostra società ha circa 200 tesserati che praticano l’agonismo – spiega Bolognesi –. In questo momento siamo costretti ad allenarci a Calci con grandi sacrifici delle famiglie. Tant’è vero che molte hanno rinunciato facendo calare gli introiti mensili di un trenta per cento rispetto alla normalità. Una situazione che potrebbe cambiare anche in peggio se i responsabili dell’impianto di Calci riaprissero ai loro atleti e frequentatori abituali. Per noi, a quel punto, non ci sarebbe più spazio».

Ma c’è un problema assai più preoccupante, l’eventualità che la piscina di Pontedera mostri tutti i segni del tempo a settembre, quando la società di gestione ha intenzione di riaprirla. «Da tempo diciamo che serve un intervento radicale proprio sugli impianti che servono a rendere attiva la piscina – dice ancora il presidente della Dimensione nuoto –. Si tratta di dispositivi vecchi, ma abituati a lavorare a ciclo continuo. Il rischio è che, dopo uno stop così prolungato, si presentino difficoltà di natura strutturale che richiedano un intervento rilevante dal punto di vista dei tempi di attuazione ed economico. A quel punto, credo che per il nostro sport sarebbe davvero la fine».

Secondo Bolognesi, «gli impianti della piscina pontederese sono a fine vita. Servirebbe un progetto importante per far stare tranquilli tutti quelli che la frequentano abitualmente. Ma le incognite sono numerose e i timori di trovarci di fronte a qualcosa d’irreparabile sono reali».

Damiano Bolognesi ricorda gli interventi effettuati dall’amministrazione comunale sulla struttura: «Il Comune ha speso 200mila euro per migliorare la copertura e i pilastri del ballatoio. Interventi importanti, ma che non risolvono il problema maggiore. I responsabili di Progetto Sport, con cui abbiamo contatti pressoché quotidiani, stanno lavorando insieme all’amministrazione comunale per trovare una soluzione. L’obiettivo attuale di tutti noi è di farsi trovare pronti per la riapertura della stagione estiva. E questo è sicuramente lodevole e molto importante per il movimento degli appassionati di nuoto. La speranza è che tutto vada secondo quanto ipotizzato». —

Andreas Quirici

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