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«Anziana lasciata due mesi senza telefono a Chianni»
Lo stesso disservizio sta capitando a Marcello Casati con la linea Adsl. «Il sindaco costretto a intervenire per sbloccare la situazione»
CHIANNI. Telefoni muti e Adsl che non funziona. Troppe volte negli ultimi mesi a Chianni e nei paesi dell’Alta Valdera le linee telefoniche hanno lasciato a desiderare e i cittadini, in particolare gli anziani, sono rimasti senza un servizio importante. Restare collegati con il mondo esterno diventa ancora più necessario per le fasce deboli, in tempo di pandemia. A sollevare il problema è Marcello Casati, presidente dell’Inps provinciale e segretario del sindacato dei pensionati Uil Pisa. «Ho parlato di questo problema con il sindaco di Chianni, Giacomo Tarrini, che è già intervenuto con Tim dopo alcuni disservizi». Il caso più eclatante riguarda una pensionata novantenne, la signora Giuseppa, che è rimasta senza telefono per due mesi. «Stiamo parlando di un’anziana con una invalidità e per risolvere il problema – spiega Casati – è stato necessario l’intervento del sindaco con il gestore telefonico che per un motivo o per un altro non è intervenuto a segnalare il guasto dopo le prime richieste di intervento».
Il telefono e la linea Adsl funzionano a singhiozzo anche a casa dello stesso Casati nel comune di Chianni.
«Non so più come fare con Tim. Prima sono rimasto senza Adsl. Linea bloccata dal 22 dicembre fino all’8 gennaio. Dopo la riparazione si è bloccata di nuovo il 12 gennaio e da quel momento non sono riuscito, nonostante i solleciti, a ottenere qualcosa».
Casati sollecita i sindaci dei Comuni che sono interessati ai disservizi delle linee telefoniche a farsi sentire con le compagnie telefoniche stesse. «Se un guasto di questo genere capita a un anziano che vive da solo – aggiunge Casati – è molto probabile che la sua abitazione resti isolata anche per settimane. Non sono riuscito a capire se i guasti sono dovuti al sovraccarico delle utenze per i collegamenti da remoto e per l’aumento del telelavoro. Questa però è una situazione che deve essere risolta. Chiedo ai sindaci di farsi da interlocutori. I cittadini delle fasce più deboli, penso soprattutto agli anziani, difficilmente riescono a difendersi da questo sistema. Le chiamate ai call center spesso vengono addebitate agli utenti che si trovano a sostenere ulteriori costi. La mia proposta è semplice: creare uno sportello sul territorio per aiutare gli anziani a risolvere i disservizi telefonici. Sono convinto che i cittadini sarebbero disposti a pagare anche un euro o due in più sulla bolletta pur di avere uno sportello in zona dove poter ricevere informazioni sui servizi telefonici. È un problema molto sentito che la pandemia ha probabilmente fatto sentire ancora di più». –
S.C.
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