Stella Maris: «L’Asl non paga intervenga il presidente Giani»
Sos per casa verde e centro diurno
san miniato. I Centri di riabilitazione e Residenze sanitarie per disabili tornano a denunciare la grave difficoltà economica in cui si trovano a seguito delle ripetute inadempienze dell’Asl Toscana Centro nell’erogazione dei sostegni economici previsti sia dai provvedimenti governativi durante e dopo il lockdown, sia dai successivi provvedimenti regionali. Due mesi dopo l’appello rimasto inascoltato, stavolta si rivolgono direttamente al presidente della Regione, Eugenio Giani. Tra i firmatari del comunicato-denuncia, oltre ad Aiaba, Anffas, Cro, Cte, Misericordia, Pamapi, Cro c’è anche la Fondazione Stella Maris, che gestisce anche il Centro diurno con 10 posti per ragazzi con problemi psichiatrici a La Scala e Casa Verde (Centro riabilitativo e Rsd con 28 posti letto residenziali e 8 semi residenziali) a San Miniato, dove lavorano complessivamente oltre 40 operatori.
«A quasi un anno dalla prima drammatica ondata pandemica – si legge nel comunicato – l’Asl non ha ancora inteso ottemperare a precise disposizioni governative e regionali, determinando un ulteriore aggravamento della situazione economica dei Centri, dopo l’ultima denuncia pubblica. A ciò si aggiunge anche il mancato rinnovo degli accordi relativi alle prestazioni riabilitative per i nostri disabili gravi e gravissimi, con la susseguente incertezza per il futuro più prossimo». I Centri di riabilitazione erogano prestazioni riabilitative in favore di disabili neuropsichici intellettivi e relazionali, «svolgendo quotidianamente un’opera difficile ed impegnativa, non solo dando risposte fondamentali alle loro necessità di cura e presa in carico, ma anche alleviando il carico di tantissime famiglie». Durante il periodo di lockdown i Centri, nonostante la chiusura hanno continuato a prestare la loro opera di sostegno, per quanto hanno potuto, andando al domicilio delle famiglie o laddove possibile effettuando trattamenti a distanza. «La mancata erogazione dei sostegni già previsti dai provvedimenti statali e regionali riguarda il periodo di chiusura totale, come detto, ma ora la situazione si è ancora di più aggravata perché anche dopo la riapertura di giugno scorso, a causa della seconda ondata, si è avuto un calo considerevole nella frequenza dei disabili con un’ulteriore grave difficoltà economica. L’Asl è completamente disinteressata a ciò e continua a negare l’erogazione di tutti i fondi di sostegno mettendo avanti cavilli burocratici del tutto inconsistenti ed illegittimi sul piano amministrativo continuando ad escludere alcune spese indubbiamente incomprimibili e di mantenimento in vita, quali il personale e gli affitti, che però sono state e sono il costo maggiore sostenuto dai Centri». «È evidente – attaccano i firmatari del documento – che l’Asl vuole cogliere l’occasione per risparmiare. Chiediamo a gran voce un intervento chiaro e risolutivo del presidente Giani nei confronti del direttore generale dell’Asl per porre fine all’inadempienza ed alla sua inottemperanza ai provvedimenti regionali, affinché i Centri possano ottenere i dovuti sostegni economici». –
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