Il Tirreno

Pontedera

Nuovo blitz della polizia nella palestra Scatta un’altra multa: «Ma non molliamo»

Tommaso Silvi
Nuovo blitz della polizia nella palestra Scatta un’altra multa: «Ma non molliamo»

Quarta sanzione da 400 euro per i gestori della gimfive 

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pontedera. Anche ieri la polizia ha fatto visita alla palestra GimFive di Pontedera, sulla Tosco Romagnola. Il centro fitness al confine con il comune di Calcinaia da venerdì scorso ha deciso di aprire le porte ai tesserati, violando le regole contenute nel decreto della presidenza del Consiglio dei ministri mirate a contrastare la diffusione del coronavirus.

Le palestre, dice la legge, devono stare chiuse almeno fino al 5 marzo, in attesa di ulteriori decisioni da parte del governo. La GimFive, che fa capo a una società con sede in provincia di Bologna, ha deciso di dare vita alla sua personale forma di protesta. In questi giorni diversi clienti si sono allenati, e alcuni sono anche stati multati dalle forze dell’ordine.

La direzione della GimFive ha fatto sapere che è pronta ad assistere legalmente i tesserati multati che hanno intenzione di contestare il provvedimento. Intanto, fioccano le sanzioni. Ieri la polizia ha staccato un altro verbale alla GimFive, che da venerdì ne ha collezionato uno al giorno. Escluso domenica, quando la palestra era chiusa come da indicazioni aziendali. GimFive è titolare di dodici centri fitness in Italia, di cui tre in Toscana: a Pontedera, Livorno e Grosseto.

La protesta riguarda tutte le sedi della società, che fa sapere di voler contestare le multe ricevute in questi giorni. Il direttore della divisione marketing della GimFive, Federico Milieni, ha spiegato più volte la posizione della società negli ultimi giorni. «Non vogliamo creare in alcun modo – dice Milieni – una situazione di conflitto con gli operatori di polizia. Capiamo perfettamente il loro lavoro e sappiamo che è loro dovere multare le palestre aperte. Dall’altra parte, però, c’è una realtà imprenditoriale come la nostra, che dà da mangiare a 90 persone e ha assoluto bisogno di lavorare. Non ci divertiamo a subire i controlli della polizia ogni giorno, ma ormai è una questione di sopravvivenza. Non ci possiamo più permettere di stare chiusi, dobbiamo lavorare. Mi preme sottolineare – spiega in conclusione Milieni – che nei nostri centri i tesserati si allenano seguendo tutte le norme di sicurezza anti-Covid. La nostra è una protesta civile e portata avanti con coscienza, nel pieno rispetto dell’emergenza sanitaria». —

Tommaso Silvi

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