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Sei milioni di euro per l’ospedale con 2 letti di terapia sub-intensiva
Il presidente della Regione svela i piani per il Santa Maria Maddalena. L’opposizione: rispetti le promesse
volterra. Sei milioni d’investimento per la riorganizzazione del pronto soccorso e la creazione di due posti di terapia sub-intensiva per trattare al Santa Maria Maddalena pazienti in gravi condizioni e poi trasferirli in altre strutture. È la promessa fatta dal presidente della Regione, Eugenio Giani alla trasmissione di Mediaset “Striscia la notizia”, in un servizio andato in onda l’altra sera rispetto ai progetti sull’ospedale di Volterra.
Un tema caldo sul colle etrusco, su cui Giani ha detto: «Spero di riuscire a mettere in pratica tutto questo al più presto possibile». Subito, però, si sono scatenate le polemiche da parte dell’opposizione in consiglio comunale. La capogruppo di “Per Volterra” Roberta Benini ha sottolineato l’importanza di mettere in pratica «la delibera regionale che prevede la realizzazione di quattro posti letto di osservazione breve intensiva», auspicando che Giani «garantisca quello che ha detto, con la realizzazione di posti letto di sub-intensiva, che potremmo ipotizzare addirittura nel numero di quattro, visto che la loro realizzazione permetterebbe di dare respiro e attuazione ad interventi e progettualità di più alta intensità o respiro nelle competenze dell’ospedale di Volterra». In più, Benini chiede al presidente della Regione «l’inserimento di Volterra nelle Reti tempo dipendenti, sia in riferimento agli ictus, che ai traumi maggiori, così da ampliare i servizi gestibili anche in emergenza al pronto soccorso. È evidente che l’elemento base per la realizzazione di ciò sia quello di strutturare un anestesista h24 in guardia attiva al Santa Maria Maddalena. Aspettiamo che tutto questo diventi realtà, così come l’attuazione effettiva dei sei posti di dimissioni difficili, previsti nella riorganizzazione dell’Asl ma ad oggi ancora non finiti, che riporteranno il numero dei posti letto di Volterra sopra i 50, se consideriamo i cinque posti letto che oggi sono venuti meno in Medicina».
Paolo Moschi di “Uniti per Volterra” (UpV) dice che «dalle parole di Giani emerge una mezza vittoria del nostro territorio: l’ospedale di Volterra avrà due postazioni di sub-intensiva, con un nuovo investimento di 6 milioni». E ancora: «Dopo decenni di tagli immotivati, sarebbe una vera rivoluzione, ma noi attendiamo di vedere la delibera con lo stanziamento e soprattutto il bando per l’assunzione del personale, che sia dedicato all’ospedale di Volterra, e non “in condivisione”». Resta il fatto che UpV vuole «la terapia intensiva», di cui servono «almeno tre posti letto, vista la complessità del polo ospedaliero, che ingloba anche le riabilitazioni di Auxilium Vitae, l’Inail, la Rems, il Santa Chiara, oltre all’ospedale civile. Il progetto, già depositato in Regione e presentato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Volterra e da Auxilium Vitae, appare il più rispondente alle nostre necessità».
Il tutto a pochi giorni dallo screzio tra la consigliera regionale della Lega Elena Meini e l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini, il quale aveva risposto a una interrogazione sulla terapia intensiva presentata dall’esponente del Carroccio in maniera «non soddisfacente», a detta della stessa Meini. «Non è corretto che Bezzini mi risponda tramite una nota tecnica dell’Asl. Venga in consiglio e dia una risposta politica», ha detto la leghista rimanendo sulle barricate.
Meini vuole dall’assessore una risposta politica. Non una risposta tecnica dell’Asl. Nell’ultima seduta del consiglio regionale non c’è stato spazio per fare un’interrogazione a Bezzini sulla terapia intensiva. Il parlamentino aveva da smaltire ancora gli atti di novembre.
Alla fine, in un modo o nell’altro, Bezzini risponde, anche stavolta non lui direttamente (è preso dalle mille riunioni anti-Covid), ma risponde. È il suo capo segreteria Manuele Braghero a spiegare la posizione dell’assessore: «È giusto che sia coinvolto tutto il territorio. Dicano la sua il sindaco Giacomo Santi e l’Asl. Ma non si può prendere in considerazione solo la terapia intensiva. Troviamo insieme una strategia per valorizzare tutto l’ospedale».
Una diatriba risolta dal presidente Giani a “Striscia la notizia”. —
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