Il presidio
Foulard gialloneri per l’addio all’anima del Palio dei barchini
Ieri il funerale di Gabriele Manfredini, morto a 67 anni per un malore improvviso Il cordoglio dei contradaioli di San Michele e del parroco: «Amava la sua terra»
CASTELFRANCO. I foulard gialloneri al collo, gli sguardi smarriti, increduli, insieme alla sensazione di un paese che di colpo si sente più povero. Orfano della passione e dell’amore di Gabriele Manfredini, dei suoi mille interessi e dei tanti lavori che forse non vedranno mai la luce. È con questi sentimenti amari che Castelfranco ha dato l’ultimo saluto, ieri mattina, alla persona che forse ha contribuito più di tutte all’identità e alla dimensione culturale del paese.
Ucciso mercoledì da un malore improvviso all’età di 67 anni, Manfredini è stato tante cose per Castelfranco: storico locale, scrittore, amante del teatro e dello sport, all’occorrenza archivista e archeologo, nonché animatore e ispiratore del Palio dei barchini, di cui era stato uno dei fondatori nel 1987, ricoprendo anche il ruolo di presidente del Comitato negli anni più difficili della manifestazione.
Ma è soprattutto dentro la sua contrada, quella di San Michele, che Manfredini ha speso sempre il massimo del suo impegno, come dimostravano ieri mattina i tanti foulard gialloneri al collo dei contradaioli e la bandiera distesa sopra la bara. Accanto all’altare lo stendardo di contrada, con l’immancabile effige dell’Arcangelo guerriero, insieme allo stendardo dell’Associazione Palio dei barchini.
«L’omelia non deve essere un’esaltazione del defunto, ma credo di non poter fare a meno di dire qualcosa di bello su Gabriele – ha detto dall’altare il parroco don Ernesto Testi – Era una persona schiva e di poche parole, ma chi lo conosceva bene sa che era capace di rapporti umani veri. Aveva un sacco di interessi che non ha tenuto per sé, ma si è sempre impegnato per metterli a disposizione di tutti. Era un profondo conoscitore della storia paesana e non solo, che ha divulgato in numerose pubblicazioni, diventando per tutti noi un punto di riferimento sicuro. Forse pochi di voi sanno che proprio a lui si deve anche il riordino dell’archivio storico della nostra parrocchia. Era un paesano innamorato della propria terra, a cui ha voluto ridare tante cose, dimostrando questo amore con i fatti. Parlava poco ma faceva molto», ha concluso il parroco, definendo Manfredini «una persona di azione».
Al funerale anche il sindaco di Castelfranco Gabriele Toti col presidente e il consiglio dell’Associazione Palio e a tanti contradaioli di San Michele. Un lungo applauso ha salutato l’uscita dalla Collegiata, prima di iniziare l’ultima e più triste delle sue immancabili passeggiate per le strade di Castelfranco. —
Giacomo Pelfer
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