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la congiuntura secondo associazione e consorzio 

«I vaccini aiuteranno pelle e cuoio a riprendersi già dall’estate»

M.S.
«I vaccini aiuteranno pelle e cuoio a riprendersi già dall’estate»

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SANTA CROCE. Il settore va avanti tra mille difficoltà, però qualche spiraglio all’orizzonte si vede, grazie alla ripresa dei mercati orientali (i primi ad essere stati colpiti dalla pandemia e anche i primi a iniziare a uscirne). Però la strada è ancora lunga, visto che, solo per fare un esempio, il depuratore di Aquarno di Santa Croce, dove arrivano le acque di scarico di gran parte delle concerie, ha registrato un 35 per cento in meno di scarichi nel 2020 rispetto al 2019. Meno commesse, meno acque di depurazione da trattare.

Sia la presidente di Assoconciatori di Santa Croce, Maila Famiglietti, che il suo collega del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola, Michele Matteoli, tracciano un bilancio negativo del 2020, senza però rinunciare alla speranza. «Il 2020 – spiega Famiglietti – è stato senza dubbio negativo; se ne è parlato poco, ma il settore della moda ne ha sofferto tantissimo. La pandemia ha colpito forte sui beni secondari, come i nostri. I fatturati sono scesi ma ci dobbiamo credere ancora: credo e spero che con la campagna vaccinale e la concomitante ripresa dei mercati orientali ci possa essere una spinta positiva. Credo che nei prossimi mesi si possa iniziare a vedere una ripresa».

Anche sul fronte ponteaegolese il bilancio è più o meno lo stesso: «Dobbiamo crederci – ha sottolineato Matteoli – perché questa criticità è destinata a finire. Con la campagna di vaccinazione ci sarà anche una reazione psicologica, le persone avranno voglia di tornare a vivere e di conseguenza tornerà anche la voglia di acquistare. Spero che per la fine dell’estate ci sia la ripresa, mentre quelli più pessimisti parlano della fine dell’anno».

L’Associazione Conciatori nasce a Santa Croce sull’Arno nel 1976, come sodalizio di categoria delle aziende conciarie. Attualmente conta 260 aziende associate appartenenti ai comuni di Santa Croce, Castelfranco e Fucecchio. Il Consorzio Conciatori, invece, è espressione delle concerie nate dall’Arno all’Egola, che si sono associate per affrontare e risolvere i piccoli grandi problemi della categoria. Conta, al momento, 50 associati.

Entrambe le realtà associative hanno dovuto confrontarsi con un’emergenza sanitaria ed economica mai vista e difficilmente arginabile: le concerie hanno fatto (e fanno ancora) ampio ricorso alla cassa integrazione e spesso gli operai lavorano meno giorni alla settimana. Alcune commesse sono rientrate grazie al parziale sblocco del mercato orientale, dove le grandi firme (che si appoggiano alle concerie) riversano enormi quantità di prodotti. —

M.S.

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