Il presidio
Espulsione dei consiglieri l’opposizione attacca il sindaco
peccioli. Oggi a Peccioli (ore 18. 30) c’è il primo consiglio comunale del 2021. E l’opposizione annuncia battaglia contro la modifica di un articolo del regolamento relativo alla disciplina dei consiglieri.
«Fino ad oggi – spiegano i consiglieri Magdi Ali Mohamed Nassar, Romina Favilli, Camilla Montanelli e Martina Onnis – il punto ad oggetto era così formulato: “Se un consigliere pronuncia parole sconvenienti oppure turba con il suo contegno la libertà delle discussioni e l’ordine della seduta, il presidente lo richiama. Se il consigliere persiste nel suo atteggiamento, il presidente gli infligge una nota di biasimo da riportarsi nel verbale. Il consigliere colpito dal provvedimento può tuttavia appellarsi al consiglio, il quale deciderà per alzata di mano sulle spiegazioni fornite. In caso di accoglimento delle spiegazioni da parte del consiglio, non si farà menzione, nel processo verbale dell’incidente. Se il consigliere, nonostante la nota di biasimo, persiste ulteriormente nel suo atteggiamento, il presidente può sospendere la seduta. Per nessun motivo il presidente può espellere consiglieri dall’aula”».
Il gruppo “Cittadini per Peccioli” illustra quindi la nuova formulazione che sarà votata oggi: “Nessun consigliere può intervenire nel dibattito se prima non abbia chiesto ed ottenuto parola dal presidente del consiglio. Se un consigliere pronuncia parole sconvenienti oppure turba con il suo contegno la libertà delle discussioni e l’ordine della seduta, il presidente lo richiama nominandolo. Dopo un secondo richiamo all’ordine il presidente può disporre l’esclusione dall’aula per il resto della seduta”.
«Dunque – scrive l’opposizione – se i consiglieri di maggioranza decideranno di votare sì a questa proposta di delibera, il presidente del consiglio comunale, che nei piccoli comuni è il sindaco stesso, avrà facoltà di espellere chiunque usi “parole sconvenienti”. Si tratta di un provvedimento gravissimo che mina la libertà di parola della minoranza. Chi deciderà che cosa è sconveniente o meno? Con quale criterio? Dire che la Belvedere nega l’accesso agli atti a Cittadini per Peccioli nonostante una sentenza del Tar, dire che si tratta di un comportamento per nulla trasparente, è conveniente o sconveniente? Chiedere conto al sindaco Renzo Macelloni dell’opportunità di vendere o meno parte delle azioni di Belvedere spa detenute dal Comune, è sconveniente? E se fosse, girando il problema, il sindaco stesso a pronunciare parole sconvenienti? Chi prenderà provvedimenti contro di lui, che è al tempo stesso parte in causa e parte terza? Immaginatevi una partita tra due squadre, una di 4 e una di 9. E fin qui va bene, l’ha deciso la democrazia. L’arbitro (presidente del consiglio comunale) è anche capitano della squadra più numerosa, cioè il sindaco. Da oggi quest’arbitro decide che chi usa parole “sconvenienti” può essere buttato fuori dalla seduta. Sarebbe una bruttissima partita da vedere. Ci appelliamo ai consiglieri, in special modo quelli di maggioranza: la lotta politica non si porta avanti cambiando le regole della democrazia». —
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