Il presidio
Terricciola si riprende servizi e 7 dipendenti, in municipio scatta una mezza rivoluzione
Il sindaco fa il punto sulla riorganizzazione dell’ente. Ma con due soli vigili alcuni interventi saranno a rischio
TERRICCIOLA. Non è una rivoluzione. Ma ci va molto vicina. Il Comune di Terricciola, dopo quasi 17 anni, riporta a “casa” una serie di servizi messi in rete fin dal 2004 con l’Unione Parco della Valdera. Un’unione, però, le cui crepe si sono fatte sempre più grandi. Fino a far crollare la compattezza tra Peccioli, Lajatico, Chianni e Terricciola. Peccioli e Lajatico stanno flirtando in ottica di una fusione.
Giacomo Tarrini, primo cittadino di Chianni, a dicembre ha annunciato il ritorno nell’Unione Valdera. Nelle geometrie dei Comuni e dei relativi servizi Terricciola, al momento, resta sola.
Anche se i progetti per riorganizzare la macchina amministrativa e intraprendere un percorso di accordi e convenzioni mirate non mancano. «Questo 2021 sarà davvero un anno di rivoluzioni per Terricciola – conferma il sindaco Mirko Bini –. Riprendiamo, infatti, la centralità dei servizi e in questi primi giorni di gennaio stiamo promuovendo una robusta riorganizzazione dell’ente. Partiamo da un buon punto: avevamo già un buon numero di dipendenti, ora quelli che ritorneranno al Comune di Terricciola dall’Unione sono ben 7. Dobbiamo reintegrare, poi, del personale per i pensionamenti che ci sono stati».
Una delle novità più importanti, però, riguarda la polizia municipale. Dal 2004, data della creazione dell’Unione (al tempo consorzio Alta Valdera) i vigili erano dentro il nuovo ente. «Avremo un vigile in più, quindi con due agenti ci sarà un migliore presidio del territorio – spiega ancora Bini –. Dall’altro lato, ovviamente, qualche piccolo problema potrebbe esserci. Alcuni servizi, in particolare in caso di incidente stradale o emergenza, potrebbero creare dei problemi».
Ci sono lati positivi e negativi che riguardano la nuova autonomia di Terricciola.
Tra queste le risorse economiche che l’Unione garantiva e che ora potrebbero non arrivare più. «Vero, ma c’erano anche delle spese per sostenere questa sovra struttura – precisa Bini –. A partire da un suo segretario, un consiglio e una burocrazia che portava molto più lavoro. Ora il nuovo modello è più snello, riprendiamo più servizi e il cittadino avrà sempre uno sportello e un dipendente a Terricciola senza doversi spostare dal Comune.
Non solo, riprendiamo la nostra sovranità decisionale e autonomia e ma non sono escluse convenzioni e collaborazioni con altri enti». Sui tributi il dialogo con Pontedera, Peccioli e Lajatico è già avviato. Discorso simile per la protezione civile che per Bini dovrebbe essere allargato in un’ottica di ben 13 comuni.
«Il Covid-19, poi, nella drammaticità di questi mesi ci ha dimostrato una cosa – conclude Mirko Bini –. Penso sia possibile lavorare in rete anche avendo dipendenti nei vari Comuni. Spostare dipendenti e servizi da una struttura all’altra è quasi anacronistico, oltre che un aggravio di spese. Lo smart working e la tecnologia ci insegnano che si può essere autonomi ma allo stesso tempo sempre collegati, tutto per il bene dei cittadini». —
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.39760127:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39760127:1652944908/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

