Vaccinati ospiti e operatori nella Rsa dove il Covid non è riuscito a entrare
ponsacco. Lo scorso 27 dicembre è stato il “Vaccine day”, l’avvio simbolico della campagna di vaccinazione anti-Covid. Le residenze sanitarie assistenziali sono tra le prime strutture che stanno ricevendo le dosi della campagna vaccinale. Ieri mattina nella casa di riposo “Giampieri”, gli infermieri ed i medici dell’Asl hanno eseguito il vaccino agli ospiti, che sarà poi seguito da un richiamo. Il responsabile della struttura Piero Iafrate ha definito questa giornata «memorabile, poiché sempre nel rispetto di norme e protocolli sanitari, è stato possibile raggiungere un grande obiettivo».
Il ciclo vaccinale per il personale sanitario invece, si è concluso mercoledì. «Il vaccino è lo strumento fondamentale per sconfiggere il virus, proteggere la salute e tornare ad una vita normale», ha commentato la sindaca Francesca Brogi. Quarantacinque sono gli ospiti che sono stati vaccinati, mentre 9 anziani sono rimasti esclusi: secondo una commissione dell’Asl, queste persone non sono in grado di esprimere un consenso consapevole alla somministrazione del vaccino, ed è quindi necessaria la presenza di un amministratore di sostegno.
La struttura è una delle poche che è riuscita a tenere il virus sempre fuori dalla porta, sia recentemente che durante il primo lockdown. Un esempio di buona gestione e contenimento del contagio, grazie al rigido rispetto delle disposizioni sanitarie, che ha portato alla tutela e prevenzione delle fasce più fragili della popolazione. La residenza era stata chiusa il 27 febbraio scorso, ed è stato proprio quello il momento più difficile, all’inizio della pandemia: «Non avevamo formazione adeguata, carenza di mascherine», ha sottolineato il direttore Iafrate.
Ma nonostante gli ostacoli dell’inizio, la Rsa «ha saputo gestire la pandemia in maniera esemplare, garantendo la sicurezza di tutti», ha aggiunto la sindaca Brogi. La caposala Federica D’Agnese e gli operatori sanitari hanno cercato di non far mai sentire soli gli ospiti, soprattutto durante le feste natalizie: è nato il “Progetto Segugio” che ha permesso tramite piattaforme web, le videochiamate tra gli anziani e i familiari. E poi “la stanza degli abbracci”, dove le due parti si potevano incontrarsi parlare tra loro tramite un vetro dotato di sistema microfonico. «Un ringraziamento sincero alla Società della Salute, agli operatori sanitari della Rsa, al personale dell’Asl e all’amministrazione comunale per aver reso possibile questo fondamentale traguardo», ha concluso Iafrate. —
Giulia Zamponi
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