Italia
La Befana porta un sacco di polemiche tra la Società della salute e la Pro loco
CASCINA. Non potendo organizzare la consueta festa di piazza, seguita da migliaia di persone, Farmacie comunali e Pro loco hanno cercato di fare del loro meglio donando oltre 300 calze a strutture per disabili e tramite le associazioni di volontariato ad alcune famiglie indigenti con minori del comune. Grazie alla sinergia con la Farmacia comunale di Cascina e Sogefarm è nato anche il primo contest di disegno della calza della Befana. Tanti i bambini che hanno partecipato nella speranza di incontrare la simpatica vecchietta.
A festa ancora in corso la Società della salute ha puntualizzato alcuni aspetti relativi all’organizzazione dell’evento.
«Nulla contro l’iniziativa, ma ci corre l’obbligo di precisare che, diversamente da quanto pubblicato nei volantini che l’hanno pubblicizzata, non abbiamo dato alcun patrocinio – spiega la presidente Gianna Gambaccini –. Avevamo risposto formalmente chiedendo di riformulare la proposta, inviandola al Comune di Cascina che si sarebbe fatto carico, eventualmente, di sostenerla all’interno dell’assemblea dei soci, come previsto per le iniziative di rilevanza comunale. Questo, però, non è avvenuto».
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore alle politiche sociali del Comune Giulia Guainai. «A noi non è arrivata alcuna richiesta, altrimenti l’avremmo sicuramente presa in considerazione e valutata – conferma –. Ci dispiace perché la cura della rete delle associazioni e la valorizzazione del volontariato è tema che ci sta particolarmente a cuore. Spero ci possa essere modo di collaborare in modo più proficuo in futuro».
La puntualizzazione è rivolta alla Pro loco e al suo presidente Mario Biasci vicini alla Lega e alla vecchia amministrazione comunale.
Sia la Sds che l’amministrazione si sono fatte sentire forse anche rispetto alla festa che la Pro loco organizza ogni anno con la Befana dei vigili e del fuoco e anche dei paracadutisti. E che, finita la pandemia, tornerà con le sue acrobazie. –
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