Ex Salina, tre mesi di tregua: ora confronto in Regione
Il Tribunale ha accolto l’opposizione di Locatelli al decreto ingiuntivo di Atisale. Salvi per ora i 40 posti di lavoro. La soluzione dopo l’incontro col prefetto di Pisa
VOLTERRA. Tutto rimandato alla fine di marzo. La paura di vedere interrotta la produzione di sale alla Locatelli è rimandata di tre mesi. Il Tribunale di Pisa, infatti, ha accolto l’opposizione presentata dal socio di maggioranza dell’ex Salina di Stato dopo che quello di minoranza (Atisale, di proprietà della francese Salins du Midi) aveva presentato e ottenuto un decreto ingiuntivo per un debito da quattro milioni di euro.
La decisione del Tribunale di Pisa sancisce una giornata piuttosto frenetica cominciata con un incontro in videoconferenza col prefetto Giuseppe Castaldo per cercare di trovare una mediazione tra le due aziende. All’incontro erano presenti, oltre a Castaldo, l’assessora regionale al lavoro Alessandra Nardini, il sindaco di Volterra Giacomo Santi, il presidente e l’amministratore delegato di Atisale, rispettivamente Bruno Franceschini e Flavio Zampieri, assistiti dagli studi legali Bonelli Erede e Fedele, l’imprenditore Giacomo Locatelli, assistito da Kpmg e dagli studi legali Compagno e Modena Serra.
Dalla riunione è emersa la volontà di Atisale di astenersi dal dare esecuzione al decreto ingiuntivo nei confronti della Locatelli. Questa sembra la base di partenza di una trattativa che vedrà la Regione convocare un tavolo di confronto per provare a ricucire lo strappo e riprendere a ragionare su investimenti e pianificazione industriale. Anche se la vicenda legale resta sullo sfondo.
La partita in Tribunale, infatti, è solo rinviata. Ma per ora sembra scongiurata una crisi che avrebbe messo a rischio i quaranta posti di lavoro e l’attività di estrazione e lavorazione del sale, una delle eccellenze della Valdicecina che ha radici antiche in quest’area.
La vicenda è piuttosto complessa ma vede al centro un’azienda che da anni naviga in acque agitate. Atisale detiene la concessione mineraria legata all’estrazione del sale dal territorio volterrano e affitta il ramo d’azienda a Locatelli. Nei giorni di Natale Atisale aveva ottenuto dal Tribunale di Pisa un decreto ingiuntivo provvisorio esecutivo proprio dal 4 gennaio. Se non fosse stata accolta l’opposizione di Locatelli, Atisale avrebbe potuto chiudere il magazzino e la discarica dove vengono stoccati e smaltiti i fanghi di resulta dell’attività estrattiva. E a quel punto la produzione si sarebbe dovuta fermare aprendo uno scenario da incubo: occupazione a forte rischio e necessità di gestire i fanghi.
Invece ieri è arrivata la notizia attesa per provare a cercare un accordo. Un percorso che comincerà dalla prossima settimana. Nardini ha spiegato che «la Regione ha a cuore la tutela dei posti di lavoro diretti e indiretti in un’area interna della Toscana già colpita da altre crisi aziendali, contenute e risolte anche grazie al supporto regionale. Tuttavia, l’ente è chiamato in causa per la tutela della risorsa mineraria che richiede continuità operativa nell’esercizio delle concessioni, al fine di preservare le particolari condizioni di utilizzo del giacimento minerario, così come per il monitoraggio delle condizioni di sicurezza negli impianti produttivi nonché della corretta gestione delle implicazioni ambientali». Secondo Castaldo «è necessario che sia condiviso un percorso per garantire il contemperamento tra gli interessi pubblici e privati coinvolti nella vicenda, nel segno della tutela ambientale e dei livelli occupazionali, nonché della valorizzazione della risorsa mineraria, di grande rilievo per l’economia locale». —
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