Il Tirreno

Pontedera

Dalla Bellaria sono in partenza seicento pizze per i bisognosi

T.S.
Dalla Bellaria sono in partenza seicento pizze per i bisognosi

Maxi catena di beneficenza tra la famiglia di Angelo Petrone le cucine del centro sportivo, il Comune di Pontedera e la Uisp 

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solidarietà

Partiranno dal parcheggio del centro sportivo Bellaria Cappuccini di Pontedera e viaggeranno sui mezzi dei volontari della Uisp Valdera. Regaleranno un po’ di sollievo a chi, di questi tempi, di motivi per sorridere non ne ha proprio. Nelle case della città arrivano 600 pizze. Il frutto di una maxi catena di solidarietà che parte dagli uffici dell’amministrazione comunale e arriva fino alle mani di Angelo Petrone, 61 anni, pizzaiolo da quando ne aveva 14, responsabile dell’accademia PizzArte, con sede a Fornacette, che si occupa di formare nuovi pizzaioli e aggiornare professionalmente quelli che sono davanti al forno già da diverso tempo.

L’iniziativa è semplice quanto bella. Grazie alla collaborazione della stragrande maggioranza delle pizzerie della città - chi ha donato un barattolo di pomodoro, chi altri ingredienti - dal tardo pomeriggio di oggi Angelo Petrone, insieme ai figli Nathan, Alessandra e Tania, e alla moglie Lorena, sfornerà pizze giganti dalla cucina della Bellaria. «Ho preparato 150 palle d’impasto da 700 grammi – spiega Petrone – perché saranno pizze cosiddette “alla pala”, più grandi della tradizionale pizza tonda, così che possano mangiarci più persone. È come se fossero 600 pizze normali».

Il cibo verrà consegnato a centinaia di persone, raccolte in una lista dagli uffici del Comune, tra le famiglie in grave povertà. I volontari della Uisp, quindi, per una sera si travestono da fattorini.

«L’idea è di mio figlio Nathan – racconta ancora Angelo Petrone –. È stato lui che mi ha parlato di questa iniziativa. Ho accettato subito, perché credo che in questo momento anche una pizza calda possa rappresentare un gesto importante. Stiamo attraversando tutti un periodo nero, c’è bisogno di solidarietà».

E sono giorni drammatici anche per le pizzerie pontederesi, che nonostante la crisi hanno contribuito in massa. «Faccio questo mestiere da una vita – dice Petrone – e so bene quanto sia difficile fare beneficenza in questa epoca. Tra i locali che hanno deciso di darci una mano, ce ne sono alcuni che non fanno un vero incasso da mesi. Quando un’azienda va male, anche un barattolo di pomodoro diventa costoso. Ma ha vinto la voglia di aiutare chi rischia di non avere qualcosa da mettere in tavola per le feste. Questa è la cosa più importante, la compattezza che hanno dimostrato i ristoratori della città».

Quasi commosso il presidente del Gs Bellaria Cappuccini Piero Vetturi: «Metteremo a disposizione la nostra cucina e i nostri locali, oltre ad alcuni volontari che effettueranno le consegne. La Bellaria ha sempre prestato massima attenzione al sociale, e siamo felici di contribuire a questa iniziativa. Non dobbiamo mai dimenticarci di chi sta peggio di noi». —T.S.

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