Il Tirreno

Pontedera

santa maria a monte

Case popolari in abbandono, allarme dopo un incendio

Nilo Di Modica
Alcune immagini delle cattive condizioni in cui versano le case popolari a Santa Maria a Monte
◗
Alcune immagini delle cattive condizioni in cui versano le case popolari a Santa Maria a Monte

L’episodio avvenuto alcuni giorni fa ripropone il problema degli alloggi di via Nuti a Santa Maria a Monte. Gerardo Esposito chiede più attenzione per chi vi abita e per chi è in lista d’attesa

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA MARIA A MONTE. «Troppe volte sono stati segnalati dei problemi, le case popolari di via don Oreste Nuti meritano più attenzione, così come le famiglie che attendono un alloggio».

Questa la denuncia di Gerardo Esposito, già protagonista della politica santamariammontese nonché residente nel blocco di alloggi gestiti dall’Apes nella traversa di via di Bientina. Qui, pochi giorni fa, l’incoscienza di qualcuno poteva trasformarsi in un danno enorme per case che da tempo manifestano comunque problemi, non solo legati alle strutture.

«Qualcuno ha lanciato un petardo in mezzo a un ammasso di rifiuti in un sottoscala, facendo partire un incendio che fortunatamente è stato domato dai vigili del fuoco – racconta Esposito –. Ma i problemi di questi diciotto alloggi popolari non si limitano a questo. Alcune case, infatti, sono vuote da tempo. Su alcune, poi, pende il sospetto del subaffitto o dell’occupazione da parte di famiglie che ormai non hanno più diritto di occuparle e questo a fronte invece delle lunghissime liste d’attesa di famiglie che ne avrebbero bisogno e avrebbero le carte in regola. Tutto ciò non è giusto, e non è ammissibile».

Problemi già denunciati varie volte dall’ex consigliere comunale, che nei mesi scorsi ha chiesto una verifica abitativa e una indagine sullo stato dei locali sia all’amministrazione comunale che all’Apes. «Ho sempre avuto rapporti corretti con questa amministrazione, dovuti a risposte che in certi casi sono anche arrivate, in passato – continua Esposito –. Negli ultimi tempi, però, le mie richieste, soprattutto all’Apes, sono desolantemente cadute nel vuoto». Eppure alcuni segni del tempo cominciano a farsi notare sulle strutture. Un muro che corre lungo tutto uno dei due blocchi di case, arginando un ciglione, dà evidenti segni di cedimento, mentre un cornicione versa da anni in condizioni precarie. «Il muro è stato puntellato varie volte, senza però che questo portasse ad interventi più incisivi – spiega Gerardo Esposito –. Quattro anni fa, a causa del maltempo, un cornicione venne giù. Dopo una segnalazione arrivarono subito due tecnici a fare i rilievi, per ben due volte. Apes ha detto in più occasioni che ci sono lavori in programma ma ancora non li abbiamo visti».

Cumuli di cenere e materiale bruciato, poi, sono ancora ammassati nel sottoscala, circondati dal nastro giallo dei vigili del fuoco. «Oltre a questo è vergognoso che si lascino vuote le case per anni, quando tanti avrebbero davvero bisogno – conclude Esposito –. Anche per questo sarebbe necessaria una verifica sugli utenti e sui reali occupanti di molte case. Sono decisamente troppe le famiglie in attesa». —

Nilo Di Modica

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web