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Ronde notturne anti-vandali a Fucecchio affidate alle guardie giurate
Il Comune stanzia 4.700 euro per avviare il servizio in via sperimentale. Sorvegliate chiese, piazze e strade dove si sono verificati danneggiamenti
FUCECCHIO. Troppi vandalismi? Il Comune di Fucecchio decide di ricorrere alla vigilanza privata, per cercare di tutelare una serie di luoghi sensibili e di pregio e per scoraggiare i vandali, troppo spesso protagonisti impuniti. Le zone che verranno “presidiate” dalle guardie giurate saranno la chiesa San Salvatore e Poggio Salamartano; le ex carceri, sede Palio e piazza Vittorio Veneto; Palazzo della Volta, il parcheggio via San Giovanni e via La Marmora; piazza Amendola.
Il servizio verrà adottato entro la fine dell’anno in via sperimentale, in aggiunta a quanto viene già fatto in altri punti del territorio cittadino come la biblioteca comunale, il museo civico, il Ciaf, l’auditorium e il frantoio.
Il passaggio della vigilanza privata nasce dai tanti vandalismi, poiché risulta indispensabile una efficace azione di contrasto a queste situazioni che oltre a danneggiare il patrimonio immobiliare comunale incidono negativamente sull’ambiente e sul decoro urbano. Per fare un esempio la statua di Gesù bambino nel presepe di piazza Veneto una volta fu danneggiata con un petardo. Ma anche le scritte sui muri del Poggio Salamartano sono un problema evidente. Il presidio potrà essere utile ad ampliare il bagaglio di informazioni necessarie ai carabinieri e alla polizia locale per contrastare i danneggiamenti, perché non è pensabile mettere una telecamera ad ogni angolo.
Le guardia giurate svolgono vigilanza per attivare le forze dell’ordine, raccogliendo informazioni e segnalando eventuali problemi a carabinieri e polizia municipale. Non hanno chiaramente nessun potere di arresto. I vigilanti (che sono armati) si muoveranno con mezzi propri per cinque giorni alla settimana, solitamente dalle venti a mezzanotte, controllando se ci sono situazioni da segnalare alle forze dell’ordine.
Al momento si tratta di un servizio “in prova” (dal costo di circa 4.700 euro), nel senso che se l’amministrazione comunale ne valuterà positivamente l’impatto deterrente verrà di conseguenza firmato un nuovo contratto di più lunga durata. —
Marco Sabia
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