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Ospedale, i cittadini: «Aspettiamo l’incontro col presidente Giani»

S.B. ;

I comitati chiedono un tavolo sul Santa Maria Maddalena «Sleghiamo il tema dalla candidatura a capitale della cultura»

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volterra. «Aspettiamo la convocazione». A questo punto associazioni e comitati chiedono il tavolo di confronto sul potenziamento dell’ospedale di Volterra. Che sia virtuale o “in carne ed ossa”, poco importa. L’importante è che si faccia.

Presidente Eugenio Giani da una parte e cittadini auto-organizzati dall’altra. L’articolo uscito domenica su Il Tirreno ha rinfocolato il dibattito. Il tema del potenziamento dell’ospedale Santa Maria Maddalena rimane bollente. Associazione “Difendiamo l’ospedale”, Sos Volterra, Mamme Alta Valdicecina e Volterra Infanzia hanno drizzato le orecchie. A un presidente della Regione che apre a una soluzione i cittadini auto-organizzati rispondono: «Eccoci, siamo pronti al confronto. Mettiamoci intorno a un tavolo e discutiamo il da farsi». Volterra e tutta l’Alta Valdicecina chiedono una terapia intensiva come si deve (Giani in campagna elettorale parlò di due posti, i comitati ne chiedono quattro), il pediatra di notte e un punto di osservazione pediatrico breve.

Tutti dentro l’ospedale Santa Maria Maddalena che i cittadini denunciano essere stato inesorabilmente depauperato nel corso di questi ultimi anni. Certo, va bene rimboccarsi le maniche per Volterra capitale della cultura. «Non c’è dubbio che, se l’obiettivo venisse raggiunto, sarebbe una buona cosa per tutti gli ambiti di interesse della comunità locale e non solo», dicono “Difendiamo l’ospedale”, Sos Volterra, Mamme Alta Valdicecina e Volterra Infanzia.

C’è un punto su cui, però, associazioni e comitati non sono d’accordo con Giani. I tempi per rimettere in sesto la sanità volterrana. «Pensiamo, e su questo crediamo si possa essere tutti d’accordo, che la realizzazione di una terapia intensiva, la reperibilità pediatrica e l’osservazione breve pediatrica al pronto soccorso, nel contesto più ampio di un rafforzamento complessivo e concreto del nostro presidio ospedaliero, debbano vedere la loro concreta attuazione con urgenza indipendentemente dal concorso o dal suo esito per capitale italiana della cultura».

Tradotto: che Volterra diventi o meno capitale della cultura, è una variabile che non può influenzare le politiche sanitarie. La sanità territoriale è deficitaria e deve essere potenziata con urgenza. E Giani è invitato a fare presto. Se per il presidente, turismo e salute volterrani vanno a braccetto, per associazioni e comitati se ne può fare anche a meno: «La sanità viene prima». Anche se pure loro tifano per Volterra capitale della cultura.

Non solo. Rimane caldo l’argomento cure oncologiche. E viene tirato in ballo il difensore civico regionale Sandro Vannini. «Siamo a chiedere, anche in relazione a quanto evidenziato dallo stesso difensore – dicono i cittadini – quali provvedimenti s’intendano prendere per le cure oncologiche relegate nel mezzo di un reparto di area medica».

Comitati e associazioni battono il colpo. Ora si aspettano i colpi di Auxilium Vitae, Asl, sindaco Giacomo Santi e Fondazione Cassa di risparmio di Volterra. —S.B.

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