Italia
Alla Rsa Santa Chiara arriva la “stanza degli abbracci”
Direzione e Società della salute al lavoro per dotare la struttura del sistema che permette gli incontri tra ospiti e parenti riducendo il rischio di contagio
VOLTERRA. Alla residenza per anziani Santa Chiara di Volterra arriva la “stanza degli abbracci”. La direzione e la Società della salute Valdicecina Valdera stanno lavorando per renderla attiva in poco tempo, contando anche sui 900mila euro messi a disposizione dalla Regione che, per ogni struttura, equivalgono a circa tremila euro.
«In questo momento così complesso da capire e difficile da reggere a livello emotivo ci rendiamo conto ancora più del solito dell’importanza delle relazioni affettive – dicono dal Santa Chiara – per avere un confronto, un supporto, perché ci sentiamo tutti più vulnerabili. Eppure proprio i contatti umani sono ciò che dobbiamo evitare per arginare il diffondersi del virus. Come amministratori della Rsa siamo consapevoli che il primo dei nostri obiettivi è quello di tenere fuori il virus dalla nostra struttura, obiettivo peraltro raggiunto appieno fino a questo momento. Da pochi giorni è terminata una nuova somministrazione di test antigenici rapidi a tutti gli ospiti e al personale e sono stati per fortuna ancora tutti negativi, un risultato senz’altro importante vista la situazione in cui si trovano diverse residenze per anziani sul territorio regionale e nazionale. Tra l’altro ora, su disposizione regionale e in collaborazione con l’Asl Toscana Nord Ovest, la frequenza dei test è passata da quindicinale a settimanale e questo ci consente un controllo più puntuale e di isolare tempestivamente eventuali casi di positività».
Ma c’è una novità in vista per gli ospiti e le loro famiglie. «Senza mai abbassare la guardia siamo anche consapevoli però di quanto i rapporti con i propri cari siano fondamentali per gli anziani presenti nella residenza e dunque stiamo lavorando per far ripartire gli incontri tra ospiti e familiari – aggiungono dalla direzione –. Si chiama “stanza degli abbracci” o degli incontri, ed è un luogo in cui anziani e familiari possono incontrarsi attraverso una “barriera” di un telo di plastica trasparente o di un pannello di plexiglas che evita il contatto diretto ma lascia passare i gesti, le carezze e fa vedere da vicino il volto di chi si ha davanti. È un modo per mantenere tutte le misure di sicurezza, già sperimentato in altre Rsa, permettendo che gli anziani vedano di persona i loro cari con tutti i benefici emotivi che possono scaturire da questi incontri. Stiamo lavorando per il progetto insieme alla Società della salute e ci auguriamo di poterlo mettere in atto quanto prima, compatibilmente con le normative regionali».
I circa tremila euro a disposizione del Santa Chiara «dovrebbero servire a sviluppare la dotazione delle attrezzature anche tecnologiche necessarie per consentire la vicinanza non solo fisica del familiare, evitando però il contatto. L’obiettivo di tutti noi è fare la nostra parte per garantire presto agli ospiti del Santa Chiara di avere maggiori opportunità per incontrare i loro cari». —
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