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Pontedera

La strage alla Belvedere 

Strage alla Belvedere, parla la direttrice: «Protocolli applicati ma il Covid è entrato»

Sabrina Chiellini
Strage alla Belvedere, parla la direttrice: «Protocolli applicati ma il Covid è entrato»

Rodio conferma che nella Rsa di Lari sono state attuate tutte le misure previste. Venti gli ospiti morti in un mese

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CASCIANA TERME LARI. Venti morti in poche settimane. 18 erano stati trovati positivi al coronavirus e per due invece non è stata accertata l’infezione. La dottoressa Miriana Rodio, direttrice della Rsa Belvedere, fa il punto della drammatica situazione che si sta verificando nella struttura da novembre a ora. Nella prima fase della pandemia, infatti, il Covid non era entrato nella Rsa. Nessun caso positivo, nessun lutto. Anche se a ottobre, alle prime avvisaglie di una forte ripresa dell’infezione, la casa di riposo ha applicato tutti i protocolli previsti la situazione è sfuggita di mano ed è stata una strage di anziani.

Al momento nella struttura di Lari risiedono 37 ospiti. All’inizio della seconda ondata di Covid erano 58. Di questi 18 sono morti, una signora è tornata in famiglia. L’altro pomeriggio un’altra anziana è stata soccorsa dal 118 e trasportata al pronto soccorso del Lotti in condizioni disperate. Il numero dei morti potrebbe aumentare. E i familiari cominciano a protestare per la mancanza di informazioni.

«Dire ora cosa è successo non è possibile – aggiunge la direttrice – capire perché il Covid è entrato, nonostante siano stati applicati i protocolli, è un’impresa titanica». Nel frattempo nella gestione sanitaria è subentrata l’Asl anche perché oltre agli ospiti ci sono numerosi operatori trovati positivi all’infezione.

Il sindaco, Mirko Terreni, prova a fare chiarezza con le famiglie. «Il gruppo di verifica e sostegno delle Rsa è nuovamente andato a controllare la situazione all’interno della casa di riposo dove non sono emerse criticità circa l’applicazione dei protocolli anti-Covid-19. Gli ospiti sono costantemente monitorati dal personale sanitario presente, tra cui infermieri, oss e operatori Usca, con l’aggiunta di medici specialisti. I medici giornalmente verificano lo stato di salute di tutti gli ospiti della struttura e, nel caso in cui i sanitari lo ritengano necessario, viene disposto il trasferimento in ospedale». È stata riscontrata una criticità rispetto ai contatti tra ospiti e familiari. «Mi sono attivato affinché si ponesse tempestivo rimedio a quanto riscontrato. Adesso è stato attivato un numero dedicato, al quale i familiari degli ospiti possono rivolgersi, in una fascia oraria riservata, per avere notizie dei propri cari», conclude il sindaco. –
 

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