Il Tirreno

Pontedera

La “guerra” tra distributori finisce con cinque archiviazioni

pietro barghigiani
La “guerra” tra distributori finisce con cinque archiviazioni

Il giudice accoglie la richiesta della Procura per due privati e tre dirigenti comunali Le accuse andavano dall’abuso d’ufficio per i dipendenti alle irregolarità edilizie

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cascina

Archiviazione per tutti nel ginepraio di accuse e ricorsi che avevano scandito la “guerra” dei distributori in via Sauro.

Il gip Donato D’Auria, accogliendo la richiesta della Procura (pm Flavia Alemi) ha firmato il decreto di archiviazione nei confronti di tre dirigenti comunali all’epoca dei fatti indagati per abuso d’ufficio e di due privati, la proprietaria del terreno e il legale rappresentante della Aurapetroli a cui veniva contestato il reato di abuso edilizio. I privati erano assistiti dagli avvocati Anna Francini ed Elenora Antonuccio, mentre i dipendenti pubblici dai legali Francesco Virgone, Antonella Fontana e Sandro Guerra. A opporsi all’archiviazione era stata la Gi.Oil, altro impianto che dista cento metri da quello per ora solo autorizzato e non ancora realizzato nella via che porta alla rotonda di accesso alla Fi–Pi-Li. Il distributore della Aurapetroli da tempo ha ottenuto il via libera dai giudici amministrativi dopo l’impasse dovuto anche alla guerra a colpi di denunce con la Gi.Oil. Le accuse reciproche sui titoli edilizi per i rispettivi cantieri hanno accompagnato dal 2017 la querelle dei distributori in via Sauro con tanto di nascita di un comitato per dire no all’impianto che si trova di fronte al Penny Market, più indietro nella realizzazione rispetto a quello operativo da tempo che affaccia sulla rotonda. Due distributori a distanza ravvicinata capaci di alimentare un duello che dal fronte amministrativo è degenerato nella contesa penale. I dipendenti comunali si sono trovati al centro del fuoco incrociato delle due società. Entrambe contestavano reciproche presunte difformità edilizie nella costruzione delle rispettive attività commerciali. In una nota del marzo 2018 in risposta a un esposto di Aurapetroli, due funzionari comunali avevano dettagliato gli interventi sul cantiere della Gi.Oil: «Il giorno 20 dicembre 2017 il cantiere è stato sequestrato da parte della municipale; sequestro non convalidato dal giudice, per cui è seguito il dissequestro il giorno 27, data della firma del provvedimento di approvazione dei lavori di variante. A completamento degli accertamenti, ai primi di gennaio è stata fatta una verifica della documentazione al Genio Civile, dalla quale è risultata la compatibilità delle opere con quelle oggetto di variante, in riferimento all’ingombro del manufatto interrato. Si precisa che di ciascun sopralluogo è stato redatto verbale, e stiamo collaborando con la municipale per gli accertamenti richiesti dalla Procura». Con l’archiviazione dei cinque indagati, il Tribunale ha stabilito che nella faida tra distributori non sono stati commessi reati. —



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