Il Tirreno

Pontedera

il dramma di ponteginori 

Il sangue trovato sull’auto apparteneva alla vittima

pietro barghigiani
Il sangue trovato sull’auto apparteneva alla vittima

Le testimonianze degli investigatori nel processo a carico di un insegnante accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso per la morte di un 56enne 

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volterra

Il sangue trovato su paraurti e cofano, lato sinistro, dell’auto intestata all’imputato corrispondeva a quello della vittima. E i pezzi della macchina rinvenuti dai carabinieri sul luogo dell’incidente combaciavano con le parti mancanti alla Punto portata in carrozzeria con la spiegazione dei danni addebitata genericamente a un indicente.

È stato il maresciallo del nucleo investigativo, Fabrizio Maisto, a raccontare davanti al giudice Eugenia Mirani (pm onorario Massimiliano Costabile) gli accertamenti tecnici conclusi dai carabinieri dopo l’incidente in cui il pomeriggio del 20 settembre 2015 perse la vita in scooter Andrea Tani, 56 anni, di Saline, magazziniere nella farmacia dell’ospedale di Volterra. Attivo nel volontariato con la Misericordia del suo paese, Tani era sposato con Catia e padre di due figlie. Uno schianto fatale, con fuga dell’investitore secondo l’accusa, avvenuto alla rotonda in località Terrarossa a Ponteginori. Imputato di omicidio colposo e omissione di soccorso Gabriele Tafi, 43 anni, di Castelfiorentino, insegnante di laboratorio tecnologico ed esercitazioni all’Ipsia Marconi di Siena, difeso dall’avvocato Mattia Alfano. I familiari si sono costituiti parte civile con i legali Anna Ceccarelli e Max Giordano Marescalchi. L’investigatore nel ricordare gli esiti delle indagini sull’auto di Tafi e il responso di laboratorio a cura della genetista forense Isabella Spinetti sulla perfetta attribuzione delle tracce ematiche su auto e vittima, ha aggiunto anche quanto trovato sul cellulare dell’imputato. L’iPhone la mattina del 21, recuperando la cronologia su Google, ha fornito numerosi accessi a un sito di informazioni locali con la ricerca impostata sulla notizia dell’incidente mortale del pomeriggio precedente. Se non l’imputato è estraneo all’episodio, è il ragionamento dell’accusa, per quale motivo consultava con frequenza i siti per conoscere i dettagli della vicenda? Stando a quanto ricostruito nel corso delle indagini, Tafi avrebbe sbagliato ingresso in una rotatoria e dopo aver travolto lo scooterista si sarebbe fermato. Dopo essere sceso dall’auto per sincerarsi delle condizioni del ferito avrebbe rimesso nel verso giusto la sua auto per assicurarsi una sparizione fulminea. Una passante lo aveva visto e fotografato, appuntandosi anche gli estremi della targa. —



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