Meteo
Fino al ricovero è rimasto al timone del suo gioiello Pallets Group
san miniato
«Non ha mai voluto mollare l’azienda. Non l’ha fatto durante gli anni della politica e nemmeno nell’ultima settimana a casa, già contagiato». Nelle ore in cui il lutto attraversava il mondo politico, il dolore già si era preso i protagonisti della “prima” vita di Bertini, quell’azienda tutt’uno con la famiglia che lui, da imprenditore, conosceva come le sue tasche e aveva contribuito a far crescere, anche quando la vita pubblica lo aveva esposto a numerosi attacchi, oltre a qualche bega.
Proprio lui, col fratello Fausto, aveva portato avanti la storica ditta aperta dal padre Dario e dallo zio Gabbriello. Azienda che, nata come piccola realtà a conduzione familiare, non ha fatto che ampliarsi nei decenni, fino alla divisione consensuale e la nascita di due realtà “gemelle”, una accanto all’altra, che han fatto la storia dell’economia del comprensorio e di San Miniato Basso. Realtà dove oggi, insieme a una trentina di dipendenti, lavorano anche la moglie e una delle figlie di Bertini. Proprio la “Palletts Bertini Group”, specializzata nella produzione, riparazione, e nei trattamenti fitosanitari e commercio di pallets ed imballaggi in genere, ha visto il giovane Gianluca crescere professionalmente in quelle capacità da imprenditore che gli sono servite anche in politica.
Una doppia vita alla quale non aveva voluto rinunciare, ma che per molti che lo conoscevano aveva contribuito a creargli non pochi grattacapi. Oltre alle polemiche politiche, inevitabili prezzo da pagare, le preoccupazioni di Bertini avevano avuto un’impennata all’inizio dell’anno, quando l’azienda era rimasta coinvolta, pur marginalmente, nell’inchiesta della Dda di Firenze nota come “Golden Woods”, su operazioni sospette e fatturazioni fasulle a fini di riciclaggio di decine e decine di aziende lungo lo stivale.
Una posizione, quella dell’azienda sanminiatese, che si stava chiarendo nel prosieguo dell’iter. «So quanto aveva provato dolore – ricorda oggi il sindaco Giglioli – per le accuse e l'inchiesta che lo aveva coinvolto lo scorso anno, e dal quale il rammarico maggiore è che se ne sia andato prima del proscioglimento totale suo e dell'azienda».
Posizione ribadita anche da Alessio Spadoni, avvocato fiduciario dell’azienda. «Gianluca si era fin da subito messo a totale disposizione dei giudici, ne sarebbe venuta fuori a breve un’archiviazione – dice –. Non esserci riusciti prima aggiunge altro dolore a ciò che stiamo vivendo tutti noi che lo conoscevamo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google