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Appartamenti gratis agli operatori sanitari anti-Covid
I fratelli Giannoni stanno già ospitando nella loro struttura ricettiva due infermieri: «L’emergenza si supera se stiamo uniti e ci aiutiamo»
l’esempio
Si sa, da una pandemia si può uscire sicuramente meglio mettendo da parte gli egoismi e spendendosi – ognuno con le proprie possibilità – per il prossimo.
Qualcosa del genere devono averlo pensato Francesco e Azzurra Giannoni, titolari della Conceria Tuscania di Santa Croce sull’Arno. Ma perché? I due fratelli hanno dapprima acquistato un palazzo in piazza Garibaldi, nel centro cittadino, per ricavarne degli appartamenti per i turisti e per chi deve soggiornare in città (magari per questioni lavorative). Una scelta fatta sì per motivi economici ma anche per ravvivare un centro troppo spento, dove le saracinesche abbassate sono sempre troppe.
Solo che col Covid sia turisti che professionisti sono andati pian piano scemando, quindi che fare? A spiegarlo sono i diretti interessati: «Gli appartamenti sono a disposizione gratuitamente di alcuni operatori sanitari impegnati nei reparti Covid di Empoli. Si tratta di persone che hanno la necessità di un luogo diverso dal contesto familiare dove vivere, perché purtroppo devono convivere con la paura di contagiare i propri familiari. Qui trovano sempre un posto sicuro dove stare, senza dover pagare. Ci è sembrato il minimo da fare, perché ce la possiamo fare solo se stiamo uniti e ci aiutiamo». Nel dettaglio Azzurra e Francesco si riferiscono a due infermieri quarantenni – un uomo e una donna – che si sono “staccati” dalle loro case per il periodo in cui lavorano nei reparti Covid. E’ da metà ottobre che i due trovano in piazza Garibaldi a Santa Croce quattro mura dove staccare la spina e prendere fiato dalle difficoltà di un reparto che nemmeno 12 mesi fa nemmeno esisteva, dove si susseguono pazienti di tutte le età e di tutte le estrazioni alle prese con un virus di cui ancora si conosce troppo poco. Perché oltre a dover lavorare avvolti in scafandri da film post apocalittici, gli operatori sanitari si trovano a convivere con la paura di rivelarsi una potenziale minaccia per le persone a cui vogliono più bene: figli, genitori, fratelli, nonni e così via.
Di conseguenza spesso a malincuore finiscono per lasciare il proprio nucleo familiare, un po’ come il soldato che va al fronte; d’altronde, la prima linea del 2020 si è trasferita dal campo di battaglia ai reparti d’ospedale. La speranza dei fratelli Giannoni è ovviamente quella di riaprire il prima possibile ai turisti, in quanto vorrebbe dire restituire questi infermieri alle loro famiglie e ad una esistenza più lineare. La famiglia Giannoni ha inoltre contributo economicamente al progetto di rifacimento proprio di piazza Garibaldi, dove hanno sede gli appartamenti temporaneamente messi a disposizione degli operatori sanitari. —
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