Il Tirreno

Pontedera

Forbici, phon e creatività: Giovanni, maestro di bellezza da 50 anni

Paolo Falconi
Forbici, phon e creatività: Giovanni, maestro di bellezza da 50 anni

Giovanni Marconcini aprì il suo salone di acconciature a Pontedera nel novembre 1970: «Ho ancora tanta voglia di andare avanti» 

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PONTEDERA. Scomodiamo “Il barbiere di Siviglia” l’opera buffa di Gioachino Rossini? Ma sì, scomodiamo il protagonista del libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia omonima francese di Pierre Beaumarchais, per un figaro affermato di Pontedera: si direbbe “Il barbiere di Pontedera” ma dovendo parlare di Giovanni Marconcini è più esatto dire parrucchiere.

La sua bottega è in via Pascoli è un palcoscenico di bellezza da mezzo secolo; di teste e di volti le ha viste di tutte le fattezze. Davvero. «Impossibile dire un numero, ma mi preme ringraziarle tutte: dalla prima acconciata, all’ultima che ha varcato la soglia del mio salone» dice Marconcini.

Ha 71 anni, è vedovo, ha una figlia e un nipote e soprattutto ancora «tanta voglia di andare avanti. La pandemia non mi ha appassito, piuttosto mi ha fornito ancora tanti stimoli». Come quelli che gli seppe dare un altro parrucchiere affermato sulla “piazza” di Pontedera come Franco Lari. «A lui devo molto: la sua pazienza e la sua bravura mi hanno fatto scoprire un mestiere che ancora amo e intendo sviluppare».

Un mestiere che Giovanni Marconcini ha iniziato a cullare ai tempi del servizio militare svolto a Firenze. Era attendente a un grande invalido e i pomeriggi li aveva quasi tutti liberi. Invece di passeggiare qua e là per la città ebbe l’idea di frequentare un salone di parrucchiera per signora. In questo modo capì che acconciare le teste delle donne sarebbe stato il suo futuro, una volta terminata la naja.

E così avvenne. E così apprese i trucchi del parrucco proprio da Franco Lari, prima di decidere di mettersi in proprio. Cinquant’anni fa. Novembre 1970.

La sua passione gli giovò da subito la stima e la fiducia delle donne per ciascuna delle quali ha sempre trovato le soluzioni migliori per l’acconciatura anche di fronte alle richieste più complicate e ai gusti più difficili.

« Chi è esigente – spiega Giovanni – lo è a 15 anni come a 70. Anzi, con l’età aumentano l e pretese, se queste erano già evidenti da giovane».

E poi quasi confessa che trova maggiori soddisfazioni quando ha a che fare con una testa di una giovane piuttosto che di una quasi coetanea. Ma lui, “Il parrucchiere di Pontedera” ha saputo sempre trarre nuovi stimoli. «Ho seguito tantissimi corsi sia a Londra che a Parigi, proprio per mantenermi aggiornato sui tagli. Aldo Coppola è stato un vero maestro».

Il talento creativo e artistico del parrucchiere milanese è stato un vero innovatore nel mondo dei capelli, anche ora che ci ha lasciati dal 2013. E Giovanni Marconcini ne ha sempre seguito gli insegnamenti.

Come sono cambiati i gusti delle clienti, in questo mezzo secolo di attività? «Beh, è cambiato tutto, non potevano non cambiare i gusti e le mode nelle acconciature per signore. Però devo dire che c’è un taglio che va sempre per la maggiore. È quello che si chiama carré. Resiste, sia pur riveduto e corretto nelle varie epoche e stagioni, fin dagli anni Venti dell’altro secolo. E questa la dice tutta. Va da sé che il “taglio pari” in basso cambia se effettuato alla francese o all’inglese».

Per quanto riguarda gli altri tipi di acconciatura «possiamo dire che c’è un continuo vai e vieni. Nel senso che le mode tornano, magari con qualche piccolo-grande cambiamento, però sono quelle».

Negli anni Novanta aveva sei dipendenti, poi ridotti a due prima del Covid. –


 

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