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Dermatologo palpeggia minorenne Condannato a 4 anni e 5 mesi
VALDERA
Per due volte la Procura ha chiesto l’archiviazione non ritenendo le accuse della ragazza sufficienti a sostenere un processo a carico dell’uomo ritenuto un molestatore.
Dopo un’imputazione coatta e la discussione in abbreviato con il pm che ha rinnovato la richiesta di archiviazione, ieri mattina il gup del Tribunale di Pisa Donato D’Auria ha condannato per il reato di violenza sessuale a 4 anni e 5 mesi un medico dermatologo in pensione.
L’episodio risale al 2019 e vede nel ruolo di parte offesa una minorenne, di età superiore ai 16 anni, e in quello di accusato e da ieri condannato un medico, amico di famiglia della vittima, che un giorno in un paese della Valdera (omettiamo riferimenti geografici e generalità del dermatologo per tutelare la parte offesa, ndr) avrebbe allungato le mani in un modo considerato inappropriato.
Il medico era assistito dall’avvocato Tommaso Azzaro, mentre la mamma della ragazza era rappresentata come parte civile dall’avvocato Erica Ballatori.
La denuncia della minorenne aveva ricevuto una prima risposta della Procura (pm Giancarlo Dominijanni) con una richiesta di archiviazione a cui la famiglia si era opposta.
Il gip Giulio Cesare Cipolletta aveva così disposto l’imputazione coatta nei confronti del dermatologo ritenendo che qualche elemento meritevole di approfondimento con un processo ci fosse nel racconto della giovane.
Tornato di nuovo davanti a un giudice, diverso dal primo, il medico ha scelto il rito abbreviato per farsi giudicare solo sulla base degli atti. E la Procura per la seconda volta nel giro di sei mesi ha rinnovato la richiesta di archiviazione.
Nel racconto della parte offesa la situazione finita al centro del procedimento penale sarebbe avvenuta a casa della ragazza.
Il medico è un amico di famiglia e si era prestato a curare un problema alla pelle della minorenne. I due erano da soli quando al momento di spalmare una crema, secondo la tesi della ragazza accolta dal giudice, il dermatologo sarebbe andato oltre spingendosi in palpeggiamenti intimi che avrebbero infastidito e turbato la ragazzina. Di qui la denuncia dopo essersi confidata con la mamma. E ieri la condanna contro cui sarà presentato appello. —
p.b.
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