Italia
Personale carente, scatta l’allarme alla Rsa
CASCINA
Salgono a nove gli ospiti del “Remaggi” che sono morti in questa seconda ondata della pandemia. In pochi giorni il numero delle vittime è passato da 6 a 9. Intanto, nella gestione della Rsa è subentrata l’Asl come da protocollo, essendo una struttura convenzionata. «Tutti ci siamo sentiti sollevati sul fatto che con il contratto di subentro l'Asl come previsto dalle ordinanze e delibere regionali avrebbe messo a disposizione competenze e personale adeguato per una gestione appropriata dell'organizzazione del lavoro e del servizio, che in questo caso viene equiparato ad un setting assistenziale, equivalente per intensità, al livello 3 (Residenzialità assistenziale intermedia)», scrive Sonia Antoni del sindacato Fp-Cgil.
Non sono mancati i disagi. «I primi giorni di subentro sono stati caratterizzati da problemi di assestamento dei turni e dell'organico, anche se il personale dipendente dell’Apsp Remaggi ha immediatamente ravvisato e segnalato al sindacato l'insufficienza del personale, soprattutto infermieristico». Secondo il sindacato, la fase Covid «non è pensabile che possa essere gestita con gli stessi parametri di personale di una Rsa in condizioni normali. Tanto per esemplificare si sta continuando a lavorare con un infermiere su circa 34 ospiti posizionati su 2 piani e con il supporto del secondo infermiere (non inserito in turno) effettuato a spot, ad orari e giorni variabili. Anche il numero di personale oss capita che abbia delle oscillazioni». Il sindacato chiede spiegazioni. «Chiediamo al direttore generale dell’Asl d’intervenire sulla questione per fare chiarezza, e soprattutto per mettere in campo tutte le iniziative necessarie finalizzate al necessario riequilibrio della situazione». Ma il personale non si trova. —
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