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Investigatori dello Sco da Roma per indagare su Krystyna
Non si esclude che qualcuno abbia cercato di approfittarsi della giovane rimasta sola dopo l’arresto del compagno per il possesso di armi e droga
castelfranco
Diventa sempre più complesso il giallo della scomparsa di Khrystyna Novak, 29 anni, di origini ucraine, svanita da Corte Nardi, vicino a Orentano. Da alcuni giorni anche agenti dello Sco, il Servizio centrale operativo di Roma, affiancano nelle indagini la Squadra Mobile della questura di Pisa.
Gli inquirenti sono al lavoro per cercare la donna e per questo stanno ripercorrendo tutte le tappe della scomparsa. Per questo oggi è previsto un nuovo sopralluogo degli inquirenti nella villetta di Corte Nardi dove Khrystyna abitava insieme a Airam Gonzalez Negrin, 41 anni, spagnolo, da tanti anni in Italia, imprenditore nel settore del pellame, in carcere dal 31 ottobre per detenzione di armi e droga, che nascondeva in casa sua. Al sopralluogo sarà presente anche lo stesso Gonzalez Negrin che dal carcere si è messo a disposizione degli inquirenti. Il suo rientro a Corte Nardi potrà anche aiutare a capire cosa manca dalla villetta in cui, secondo le testimonianze dei vicini di casa, nei giorni successivi alla scomparsa della donna sarebbero entrate più persone. Tre amiche della donna e anche due uomini, ritenuti dai vicini agenti di polizia. Ma il primo intervento del commissariato di Pontedera a Orentano è del 10 novembre, mentre la donna è scomparsa dalla sera del primo novembre. La mattina di quel giorno ha parlato con una connazionale che vive a Brescia e con la mamma Inna. E la sera avrebbe sentito anche un’altra amica, intorno alle 23. L’ultima cella agganciata colloca l’apparecchio a Orentano.
Si ipotizza che la scomparsa della donna non sia strettamente legata all’arresto del compagno di 41 anni, avvenuto sulla base si una segnalazione giunta al commissariato. La 29enne è però risultata estranea sia alla vicenda che ha portato all’arresto del compagno che alla segnalazione.
Diventa invece difficile sostenere che, visto che abitava da alcuni mesi nella villetta, che non avesse almeno intuito che l’uomo potesse essere in un brutto giro. Non si esclude che nelle ore successive all’arresto qualcuno, che conosceva la coppia, abbia cercato di approfittarsi della giovane rimasta sola. Potrebbe esserci stata una lite poi degenerata e sfociata in un delitto. Tante le ipotesi.
Certo è, come è emerso anche durante l’ultima trasmissione di “Chi l’ha visto?”, che nella villetta dal primo al 10 novembre, quando è arrivata per la prima volta la polizia, sono entrate più persone. Pare fosse facile entrare nella casa, passando da una porta sul retro dove le amiche di Khrystyna avrebbero trovato le chiavi nella serratura. Chiavi che l’imprenditore avrebbe dato anche a un collaboratore. Dai racconti delle persone sentite dagli inquirenti sarebbero inoltre emerse alcune incongruenze. —
s.c.
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