Il Tirreno

Pontedera

brutta sorpresa per un immigrato marocchino 

Va dai carabinieri per un’informazione e finisce in carcere

s.c.
Va dai carabinieri per un’informazione e finisce in carcere

L’uomo non sapeva o aveva  dimenticato di essere stato condannato due anni prima perché trovato alla guida di un’auto in stato di ebbrezza 

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PONTEDERA

Si ricorda di un maresciallo che aveva conosciuto in vacanza qualche tempo fa e così si presenta in caserma a chiedere un’informazione. Ma l’immigrato, un marocchino che vive in Valdera ormai da anni, anche se spesso trascorre lunghi periodi nel suo paese di origine, non aveva fatto i conti con il suo passato.

In particolare non ricordava di essere stato pizzicato alla guida di un’auto in stato di ebbrezza. Una vecchia storia che risaliva a due anni fa e che, stando a quanto è emerso, ha fatto anche il suo corso con la giustizia. Quella denuncia è costata allo straniero una condanna a nove mesi di carcere. Condanna che nel frattempo era diventata definitiva. In caserma era quindi arrivato un ordine di esecuzione della pena per la condanna che gli era stata inflitta due anni prima. Così quando il marocchino si è presentato per chiedere una semplice informazione, ha capito di essere in un guaio. I carabinieri non hanno potuto fare altro che arrestarlo e trasferirlo in carcere al Don Bosco a Pisa, come da provvedimento.

Ovviamente lo straniero non sapeva di essere ricercato. Nemmeno i carabinieri sapevano che l’uomo era tornato in città, così quando lo hanno visto lo hanno fatto entrare e poi gli hanno notificato la misura cautelare. Il fatto, avvenuto nella caserma dell’Arma di via Lotti, è curioso ma non è un caso unico.

Le cronache nazionali raccontano di altri arresti avvenuti con le stesse modalità. Insomma, non è la prima volta che in una caserma si fanno arresti in circostanze più o meno simili. È capitato a truffatori, indagati a loro insaputa o anche a spacciatori di sostanze stupefacenti. Capita infatti che alle forze dell’ordine vengano inviati ordine di esecuzione per l’espiazione della pena detentiva nei confronti di cittadini che poi per altre vicende o per una casualità si presentano in una caserma e finiscono così, con i loro comportamenti, per facilitare il lavoro di carabinieri e polizia. —

s.c.

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