Il Tirreno

Pontedera

L’emergenza coronavirus: polemiche della Lega 

Funel abbandona il consiglio «Ci volete mettere il bavaglio»

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CASCINA

«Voi ci volete mettere il bavaglio, io lascio l’aula». È scontro tra il consigliere leghista Daniele Funel e la maggioranza sulla gestione della complessa fase dell’emergenza Covid e in particolare sulla gestione dei dati che riguardano i cittadini alle prese con il coronavirus. E sulle modalità di svolgimento del consiglio comunale quando vengono trattate le interrogazioni. Sull’argomento Covid la Lega ha presentato una interrogazione a cui ha risposto direttamente il sindaco Michelangelo Betti. «Ci siamo trovati senza un ufficio stampa, che manca da un anno e mezzo – ha risposto il sindaco –. Tuttavia, cerchiamo di superare questa deficienza», spiegando poi cosa è stato fatto in questo periodo. «Non ci sono numeri di confronto che il Comune ha presentato alla cittadinanza – ha incalzato Funel – chi leggeva i dati sul sito pensava che a Cascina ci fosse una media di mille persone positive. Avete dato dei numeri come se foste a tirare su i numeri della tombola», ha aggiunto Funel sollecitando la pubblicazione di dati chiari e limpidi alla cittadinanza. La polemica è sulla mancanza di un adeguato tracciamento dei casi e sulla mancanza dei controlli alle persone in quarantena. Ad un certo punto il presidente del consiglio Mirko Guainai ha interrotto Funel invitandolo a dire se era soddisfatto o meno della risposta. Ma Funel, dopo essersi dichiarato insoddisfatto, se n’è andato. «Per quattro anni avete fatto come vi pare durante i consigli, ora volete tagliare sui tempi», ha protestato. «La nuova amministrazione – interviene Elena Meini, consigliera comunale e regionale – è assente nella gestione della pandemia. Non fa sintesi tra le varie istituzioni coinvolte. Tergiversa e perde tempo. Rimanda anche scelte di aiuto condivise dalla precedente amministrazione comunale con la minoranza di allora. Avevamo stanziato 130mila euro per tutte le attività in difficoltà come contributo sugli affitti. Questa scelta è stata cancellata».

Meini, che è stata presidente del consiglio a Cascina, nelle repliche delle interrogazioni dava spazio ai consiglieri per spiegare perché erano soddisfatti delle risposte o perché non lo erano. «Ora questo non è possibile – aggiunge Meini –. Questo non è sinonimo di democrazia. I consiglieri sono stati eletti anche per fare la loro attività di controllo e chiedere spiegazioni quando non sono convinti dell’operato della maggioranza». —

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