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Cinque borse di studio ai migliori studenti del Checchi di Fucecchio
fucecchio
Cinque borse di studio da 500 euro ciascuna, per premiare a fine anno scolastico i 5 ragazzi più meritevoli degli indirizzi moda e manutenzione dell’Istituto Checchi di Fucecchio. Il riconoscimento in denaro sarà conferito agli studenti da Assomac, l’associazione aderente a Confindustria che riunisce a livello nazionale le aziende produttrici di macchinari per concerie e calzaturifici. Decisivo in particolare l’interessamento di una di queste aziende, la Italprogetti di San Romano, storica azienda produttrice dei bottali e delle linee di trasporto aeree per le concerie, che da più di 10 anni vanta una collaborazione fruttuosa con l’indirizzo manutenzione del nostro istituto. «Dei nostri 164 dipendenti, 8 sono ex studenti diplomati del Checchi – racconta Leonardo Serrini, direttore organizzativo di Italprogetti – oltre ai circa 40 studenti che negli ultimi anni sono venuti in stage formativo da noi nell’ambito dei progetti di alternanza scuola-lavoro».
La scelta di destinare al Checchi alcune delle borse di studio di Assomac, istituite per ricordare lo storico direttore dell’associazione di categoria Amilcare Baccini scomparso pochi mesi fa, non è stato quindi un fatto casuale. «Non sempre la collaborazione con le scuole è una cosa semplice – racconta Serrini – ma con il Checchi ci siamo sempre trovati bene, grazie anche alla disponibilità e alla competenza del prof. Magro, che non solo manda da noi in stage i suoi studenti di meccanica, ma anche li segue nel loro operato in azienda e cerca di favorire la loro continuità nel tirocinio, in modo da farli tornare anche negli anni scolastici successivi. Agli studenti cerchiamo di insegnare non solo le competenze tecniche – sottolinea Serrini – ma anche l’importanza del gioco di squadra coi colleghi. E poi cerchiamo di stimolare la loro fantasia, la loro creatività: noi non siamo robot, siamo esseri umani con la capacità di trovare idee nuove per migliorare l’ambiente di lavoro e l’organizzazione, e per vivere l’impegno in azienda con sempre più passione e soddisfazione. Mettendoci davvero del nostro». —
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