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Arcenni rivendica: «Situazione risanata grazie agli uscenti»

cristiano marcacci
Arcenni rivendica: «Situazione risanata grazie agli uscenti»

Scontato e atteso l’azzeramento del cda da parte del sindaco «A disposizione dei successori per far crescere la struttura» 

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cascina

Il teatro di Cascina si sta velocemente avviando verso un nuovo assetto. Quello voluto dalla politica che cambia, dalla nuova maggioranza che ora è alla guida dell’amministrazione comunale dopo il recente ribaltone elettorale avvenuto in municipio. Come aveva fatto a suo tempo la leghista Susanna Ceccardi ha fatto in questi ultimi giorni il nuovo sindaco Michelangelo Betti, intenzionato a posizionare al vertice delle partecipate (tra cui appunto la Fondazione Sipario Toscana che gestisce “La Città del Teatro”). Azzerato l’intero consiglio d’amministrazione e via alla ricerca di nuovi profili per comporne uno nuovo.

La mossa di Betti era scontata e attesa. Anche da Matteo Arcenni, esponente di prim’ordine di Fratelli d’Italia a livello provinciale, l’unico a resistere dal 2016 nella sua veste di consigliere del teatro.

«Me ne vado – dice subito Arcenni – orgoglioso del lavoro fatto in questi anni dal cda. Abbiamo infatti contribuito a risanare il deficit del teatro, patologia che si era cronicizzata da molto tempo. Il nostro obiettivo è stato sempre quello di salvaguardare i conti riuscendo, ultimamente, a far andare la struttura in attivo. E non si è trattato di un’impresa facile, dal momento che la situazione ereditata era molto pesante, con numerose criticità assai ingenti. Ma ce l’abbiamo fatta, soprattutto grazie ad un gruppo di dipendenti molto validi e ad una presidente (Antonia Ammirati, ndr) che nel progetto e nell’impegno ci ha messo veramente l’anima».

A titolo gratuito, peraltro. «Sì, esatto – sottolinea Arcenni –. Le nomine, infatti, non sono retribuite. Io stesso, quando ho riscosso dei rimborsi spese, li ho puntualmente rigirati sotto forma di donazione alle casse del teatro».

Arcenni e gli altri, comunque, tendono la mano ai “successori”. «La Fondazione Sipario Toscana – conclude Arcenni – ha delle incredibili potenzialità, oltre ad avere degli spazi come pochi altri teatri in Italia. Ai futuri amministratori lasciamo una preziosa eredità e, contrariamente a quanto avvenuto in passato, siamo a disposizione per un corretto e proficuo passaggio di consegne, allo scopo di continuare a far crescere il teatro». —

cristiano marcacci

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