Il Tirreno

Pontedera

infanzia violata 

Zio imputato di atti sessuali sulla nipotina

pietro barghigiani

Secondo l’accusa l’uomo avrebbe costretto la bimba di 5 anni a subire un rapporto una volta rimasti soli in casa

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montecatini

L’episodio, un abuso sessuale dei più sgradevoli, lontano nel tempo, non solo non è mai stato rimosso. Ha pure contribuito ad aggravare una condizione psicologica dell’allora bambina al punto da tentare il suicidio con un coltello davanti alla mamma. E non era la prima volta.

Succedeva nella primavera 2019. Lei, la bimba, all’epoca dei fatti non aveva neanche 5 anni. Ora ne ha 12. Lo zio, imputato per atti sessuali aggravati, non arriva a 50 (omettiamo le generalità per non rendere riconoscibile la parte offesa, ndr).

La Procura (pm Sisto Restuccia) ha chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo accusato di atti sessuali con minorenni aggravati difeso dall’avvocato Chiara Benedetti, mentre la bimba con la mamma sono assistite come parte civile dal legale Alberto Chiocchini.

Secondo l’accusa, sostenuta in gran parte dal racconto della ragazzina ritenuta credibile nel corso dell’incidente probatorio, lo zio sarebbe rimasto da solo con la nipotina di 5 anni dopo che la mamma gliela aveva lasciata in custodia.

A quel punto, stando alla Procura, l’uomo si sarebbe denudato inducendola a compiere un atto sessuale.

La bimba è seguita dai servizi dell’Asl e da un istituto specializzato nella cura dei disturbi del comportamento.

I suoi tormenti erano emersi in occasione di atti di autolesionismo fino al tentativo di suicidio del marzo 2019. Un malessere riconducibile, secondo gli specialisti che l’hanno in cura, anche a quell’abuso imposto dal parente.

Quando una mattina di marzo dello scorso anno la bimba iniziò a stare male e a perdere il controllo c’era la mamma con lei in casa. Impugnando un coltello minacciò di uccidersi.

La madre riuscì a farla desistere e a chiamare i soccorsi, dall’ambulanza ai carabinieri. Una vicenda drammatica dietro la quale i gli investigatori scoprirono anche altro. O almeno uno dei motivi che avevano ridotto in quelle condizioni di vulnerabilità psichica la ragazzina: le attenzioni sessuali dello zio avvenute per l’accusa nel 2012 sempre negate dall’uomo che sostiene la non credibilità della nipote animata da fantasie e bugie. L’udienza davanti al gip Donato D’Auria è fissata per maggio. —

pietro barghigiani

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