Il Tirreno

Pontedera

Cercare il fratello della vittima e trovare il presunto assassino

F.T.

La fredda reazione di Cascino, il giorno dopo l’omicidio quando un vicino davanti a un giornalista gli dice del delitto: «Ah sì?». E si rifugia in casa 

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il faccia a faccia

Cercare il fratello della vittima e ritrovarsi di fronte il presunto assassino. Che ovviamente non ce l’ha scritto in fronte il fatto di essersi macchiato di un crimine così grave. Ma quando capisce di avere davanti un giornalista, per evitare di commettere errori, fa “inversione di marcia” e si rifugia in casa. E poco importa se quel comportamento lascia di ghiaccio lo sconosciuto di turno: meglio fare la figura del menefreghista – si sarà detto in cuor suo – che rischiare di straparlare.

Lunedì 28 settembre, intorno all’ora di pranzo. La sera prima è stato ritrovato il cadavere di Roberto Checcucci sull’argine dell’Arno a Castelfranco.

Il Tirreno fa il suo lavoro per informare i lettori sull’evoluzione di un gravissimo fatto di sangue. E lo fa su più fronti: sul luogo del delitto, seguendo l’evoluzione delle indagini e raccogliendo le testimonianze. Ma anche andando a cercare la famiglia della vittima, in via Battisti a Fucecchio. In casa c’è l’anziana madre, che ancora non sa che uno dei suoi figli è stato ammazzato con dieci coltellate. “Cercate Gilberto? Arriva tra dieci minuti, è in Comune”. Nell’attesa si avvicina un anziano, che abita nella stessa palazzina. Incuriosito dai volti nuovi si informa: “Hanno ammazzato Checcucci? Ma davvero? ”. La risposta affermativa gli fa scattare un’altra domanda: “Ma Roberto o Gilberto?”.

Il tempo di iniziare a mettere in fila una serie di aneddoti e considerazioni sui rapporti di vicinato e arriva nel cortile un’auto bianca. Scende un uomo di mezza età. È solo e tiene in mano una borsina. Inizialmente si avvicina, accennando anche un sorriso. Ma l’anziano gli fa cambiare atteggiamento: “Hai sentito? Questo è un giornalista del Tirreno… dice che hanno ammazzato Checcucci… Roberto”. La reazione è sorprendente: “Ah sì? ? ”. E via… senza un commento, senza nessun tipo di reazione. Un po’ come se le sue orecchie avessero sentito frasi del tipo “dice che domani piove”, oppure “oggi mangio la pasta al ragù”. Insomma, hanno ammazzato un uomo di 53 anni, che ti abita a tre passi: anche se non era il tuo migliore amico, un minimo di pietà ci dovrebbe stare di fronte alla morte. E invece no. Ma ora tutto (o quasi) si spiega. Se davvero le cose dovessero stare come sostengono gli inquirenti (e questo lo si vedrà in tribunale), l’anziano non aveva dato una notizia a Luigi Cascino, semmai gli aveva (involontariamente) segnalato un pericolo. E lui l’aveva evitato, per tenere lontani i guai (almeno per due mesi scarsi). —



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