Il presidio
«Caos per i tamponi, poche informazioni e spesso contrastanti Così è inaccettabile»
Una famiglia di Pontedera: in quattro negativi da 2 settimane ma non possono ancora uscire
L’odissea/2
Abito a Pontedera con il mio compagno, mia suocera e due figli. La mia famiglia sta vivendo un incubo.
Il 5 ottobre inizio a stare male, il medico mi dice che potrebbe essere una banale influenza. La situazione peggiora e l’11 ottobre vengo contattata dal dipartimento Igiene di Pontedera: faccio il tampone e il 15 mi viene comunicata la positività. Riceviamo i certificati di quarantena, che inizia per me, i miei figli e mia suocera il 19 ottobre e per il mio compagno il 10. E già qui non tornano le date. Successivamente l’Asl fissa un secondo tampone, soltanto per me, il 25 ottobre e mi viene spiegato che se i miei familiari dal giorno che sono risultata positiva non avevano manifestato sintomi non importava che lo facessero.
Insisto, mi richiama dopo venti minuti e mi dice che il tampone lo avrebbero fatto solamente a me e miei figli perché per il rientro a scuola sarebbe servito il tampone. Dopo alcuni giorni ci arriva il risultato: siamo tutti e tre negativi. Il mio medico ci dichiara liberi, quindi fa il certificato di rientro a lavoro al mio compagno per il 2 novembre. Ma il 5 vengo nuovamente contattata dall’Asl: l’infermiera mi spiega che la nostra quarantena sarebbe finita l’8. Io le dico che non ho ricevuto nessun avviso e che a il mio compagno era già rientrato a lavoro: e a quel punto la signora mi dice di farlo venire via, perché in caso di controllo, se non lo avessero trovato in casa, avrebbe preso una multa e denuncia.
Non solo: mi chiede come mai i tamponi sono stati fatti solamente a me e ai miei figli, e non al mio compagno e a mia suocera, che potrebbero essere asintomatici e che il tampone avrebbero dovuto farlo anche loro. Quindi fissano l’appuntamento per il tampone al mio compagno, mia suocera e nuovamente ai miei figli per il 6 novembre (nel frattempo mi arriva il certificato di fine quarantena dal 31). Il 7 arriva il risultato dei miei figli (negativi), quelli del mio compagno e mia suocera arrivano dopo tre giorni e sono negativi anche loro. Aspettiamo qualche giorno per vedere se arrivava la chiusura quarantena anche per loro. Che però ad oggi (ieri, ndr), non si è ancora vista: da un mese e mezzo i miei familiari sono chiusi in casa. Sono stata tre volte all’Asl per fare chiarezza, senza risultati. Ho anche inviato una e-mail, senza alcuna risposta. Questa situazione è inaccettabile. —
LETIZIA GALLIGANI
PONTEDERA
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