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il triste anniversario 

"Il sorriso dei bimbi ci riporta a te dopo 5 anni dalla morte"

Francesco Vaira
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Francesco Vaira

Il ricordo di Circusbandando, i genitori di Francesco Vaira deceduto nel sonno: "Ti pensiamo anche quando muore un giovane. L’ultimo, Mattia di Orciatico"

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CHIANNI «Caro Francesco, sono cinque anni da quando sei volato in cielo all’improvviso, dormendo nel tuo letto, nella casa dove abitavi a Firenze, lì a Porta a Prato». Comincia così la lettera di Pasquale Vaira e Giulia Villa, il duo di attori per bambini (residenti a Chianni) noti come Circusbandando, genitori del 25enne morto per cause naturali il 23 novembre 2015.

«Sono stati cinque anni di lacrime e di sorrisi, di pensieri contrastati e di respiri profondi, di notti insonni e albe radiose – scrivono i genitori –. Cinque anni dove abbiamo dovuto trovare tanta forza per non essere abbattuti dall’uragano. Cinque anni di incontri, di tanti incontri. Con i tuoi amici, con chi ti aveva conosciuto e con chi aveva poi solo saputo di quanto fosse successo».

«Tante sono state le persone, amici, artisti e semplici conoscenti – dicono ancora Pasquale e Giulia – che hanno voluto partecipare alle feste organizzate per te e che hanno scandito il passare dei mesi e degli anni a partire da quei giorni. Lo sai, perché comunque sei stato sempre presente, di queste feste organizzate per te negli anni passati, subito quando tutto successe, poi per il tuo anniversario ogni novembre e per il tuo compleanno il 10 agosto quando le stelle danzano nel cielo e cadono dando ali ai nostri desideri. Abbiamo vissuto quei momenti con l’energia più bella nella musica suonata per te, nel canto, nelle poesie, negli sguardi, negli abbracci, nelle risate, nel calore della notte d’estate e nel fuoco che ci ha scaldato in autunno, nel vino bevuto con piacere e nel cibo preparato con amore. Festeggiare la tua trasformazione in pura energia è stato qualcosa di meraviglioso che ha, in qualche modo, modificato, nonostante tutto, il dolore straziante per la tua perdita in speranza nella vita e nella consapevolezza di doverla vivere momento per momento senza sprecarne un secondo».

Una celebrazione che, però, quest’anno deve interrompersi per il coronavirus: «Saprai certamente di questa incredibile situazione che stiamo vivendo e stiamo qui a chiederci, già dalla scorsa primavera, come tu avresti reagito al non poterti muovere liberamente come sempre facevi. Ti saresti sicuramente arrabbiato e non poco, come spesso facevi, o anche forse l’avresti presa, con il tuo sorriso stupendo, come ugualmente spesso ti rivolgevi ai tuoi amici “Oh la fate finita di farvi le paranoieee?!”, andando avanti a pensare ai tuoi progetti. Sì ci piace pensarla così».

«Sai, niente ci ha portato a te, in questi anni, come il sorriso dei bambini negli spettacoli di Circusbandando – raccontano i due attori –. E poi anche parlare e stare in contatto con i tuoi amici, qui in zona o in giro per i posti più diversi, da Parigi a Sidney ad Amsterdam, a Londra o con ragazzi che incontriamo nel nostro movimento, più o meno dei tuoi anni, ad ascoltare cosa stiano facendo, i loro progetti, il lavoro, la famiglia, i bambini… Eh sì, i bambini, figli di tuoi amici, di ragazzi che si conosce per contrade vicine e lontane, di giovani genitori ai nostri spettacoli. Quando sentiamo di un bambino che nasce ci viene da pensarti. È come se ti vedessimo dentro, coinvolto in quella storia, in quello splendido evento che più bello non ce n’è e ci viene da sorridere con una emozione tutta particolare».

I coniugi Vaira aggiungono: «Ci succede sempre di avere una bella emozione a ogni nascita di cui veniamo a conoscenza. E pensiamo ancora più forte a te anche a ogni morte perché purtroppo ugualmente intorno a noi e lontano da noi c’è anche chi muore. Non solo anziani. Anche ragazzi. L’ultimo, Mattia di 23 anni, qui vicino, ad Orciatico, volato in cielo come te all’improvviso solo qualche giorno fa. O altri per le ragioni più diverse e ultimamente per il Covid. Lo sai, poi cosa succede. La morte, con il suo carico di mistero e di dolore, lascia sempre sgomenti, senza parole. Comprensibile. Avviene una forzata separazione che porta inevitabilmente una perdita. Tristissima e per sempre. Lo sappiamo bene».

«Ma, per fortuna – dicono ancora – ricordiamo le parole che gli amici scrissero sul grande disegno per te, “Ho solo intrapreso un viaggio, quello che eravamo rimarrà per sempre. Il tuo sorriso è la mia pace!”. E sorridiamo ancora di più pensando al tempo passato con te. Intensamente. Ricordi non si possono cancellare».

«Quando nascesti – concludono – il podere, la campagna, questo paesaggio toscano e ricordiamo le atmosfere in cui sei cresciuto e che ci hanno visto anche litigare nella tua ribelle adolescenza. Pensiamo ai viaggi e, ormai grande, ai tuoi movimenti fuori della famiglia a Volterra, in Toscana, in Italia e in Europa. Spirito libero. Sì! Fino in fondo. E ora, da cinque anni, negli spazi infiniti dell’universo. Sempre, comunque, vicino a noi». —


 

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