Aiuti alle società sportive per gli affitti
È stato deciso un sostegno economico ai gestori degli impianti comunali per affrontare il difficile momento della pandemia
CASCINA
Arriva un primo sostegno economico ai gestori di impianti sportivi comunali.
È quanto ha deciso la nuova giunta nell’ambito delle misure di sostegno ai cittadini durante la pandemia. Dal primo marzo alla fine dell’anno il Comune riconosce alle società sportive che pagano un canone per l’utilizzo di impianti comunali un contributo che va a coprire i costi dell’affitto stesso.
Si tratta di una misura che tiene conto del fatto che le società sportive non hanno avuto incassi in questi mesi in cui è stata sospesa l’attività sportiva.
Tuttavia hanno dovuto sostenere le spese di manutenzione degli impianti le spese delle utenze, acqua e gas. Gli aiuti andranno dunque alle società che gestiscono la piscina comunale, lo stadio “Redini”, il campo sportivo “Fiorentini”, il campo sportivo “Saviozzi”, quello denominato “Arena”, campi sportivi di Latignano, San Lorenzo alle Corti, palestre di via Galilei, “Ciari”, “Pascoli”, “Russo” e quella di San Frediano a Settimo, “Duca Amedeo d’Aosta”.
La somma complessiva è di circa 35mila euro e un terzo della cifra andrà a rimborso degli affitti (una quota ripartita solamente tra Atletico Cascina, società sportiva San Prospero, Pallavolo Casciavola, Pallavolo Cascina, società sportiva Navacchio-Zambra).
«È una prima misura – spiega il sindaco, Michelangelo Betti –. Intendiamo intervenire anche a sostegno delle altre società sportive col bilancio 2021, considerato il difficile momento che stanno affrontando».
Dopo la grande euforia della ripartenza estiva, è arrivata pian piano la doccia fredda anche per le società calcistiche del territorio comunale di Cascina, come avevano spiegato le società nei giorni scorsi: Arci Zambra, Atletico Cascina, Navacchio Zambra, San Frediano e San Prospero Navacchio.
Le varie società hanno dovuto adeguarsi di volta in volta ai vari Dpcm e provvedimenti governativi e, ciascuna secondo la propria autonomia e coscienza, ha deciso i percorsi più giusti da prendere.
Un elemento è però valso per tutte quante: qualsiasi attività fosse stata mantenuta lo sarebbe stata solamente nella massima sicurezza. Già in estate infatti tutte le società avevano adeguato la propria gestione, progettando un diverso modo di vivere gli impianti sportivi: rafforzamento delle frequenze di pulizie, sanificazioni con macchinari specifici, percorsi differenziati fra entrata ed uscita dai campi, organizzazione rigida degli spazi interni degli spogliatoi. «I nostri campi sono stati mondi e spazi sicuri. Tutti quanti abbiamo imposto alle nostre famiglie la compilazione quotidiana delle autocertificazioni ed abbiamo adeguato le nostre tribune affinché venissero evitati assembramenti» avevano spiegato le società nei giorni scorsi, quando sono state costrette nuovamente a fermarsi per l’aumento dei numeri legati alla pandemia.
Con il passaggio della Regione Toscana alla fascia rossa, lo stop è stato inevitabile.
Ricevere un contributo per pagare gli affitti sarà senza dubbio un segnale. –
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