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Il giallo della scomparsa di Khrystyna dopo l’arresto del compagno per spaccio

Sabrina Chiellini
Il giallo della scomparsa di Khrystyna dopo l’arresto del compagno per spaccio

La giovane non si trova da quando l’uomo è stato portato al Don Bosco: in casa aveva una serra, cocaina e armi

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CASTELFRANCO. Una casa sequestrata d’iniziativa dalla Squadra Mobile di Pisa, una donna di 29 anni, Khrystyna Novak, di origini ucraine che non si trova da dieci giorni. È scomparsa dopo che il suo compagno, un 41enne di origini spagnole, è stato arrestato dalla polizia per i reati di porto abusivo d’arma e munizioni, ricettazione, coltivazione e detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti.

È questo il misterioso intreccio che si nasconde dietro l’allarme lanciato dall’Ucraina, alcuni giorni fa, dalla madre della giovane. Era stata la stessa Khrystyna, ancora sconvolta dall’arresto del convivente, a raccontare alla madre, alla fine di ottobre, prima di scomparire nel nulla, che l’uomo con il quale viveva era stato portato in carcere. Nei giorni successivi al blitz della polizia di Pontedera nella villetta ristrutturata di recente, dalle pareti bianche, la giovane è stata vista nella corte intorno a casa. Poi il silenzio. Fino a quando al commissariato di Pontedera è stata recapitata la lettera inviata da un avvocato di Roma per conto della madre della giovane: «Indagate, cercate mia figlia». La madre non ha notizie di lei, arrivata in provincia di Pisa da pochi mesi, dal primo novembre. La donna, da quanto è stato detto, risulta estranea alla vicenda contestata al suo compagno ancora in carcere.

L’altro giorno la polizia è tornata a Orentano. Lo ha fatto dopo essersi messa in contatto con l’ex moglie (abita a San Miniato) dell’imprenditore di origini spagnole. Lei ha le chiavi della villetta, poi sigillata dalla Mobile, dal personale della divisione polizia anticrimine. Da quello che è emerso, all’interno della casa è stata trovata la borsa della giovane con i suoi documenti personali. Tutte le sue cose sono rimaste al loro posto. Il telefono della 29enne non dà segni di vita ormai da alcuni giorni.

«La famiglia è molto preoccupata – conferma un’amica – la madre ha cercato un avvocato a Roma per muovere i primi passi e cercare di capire dove si trovi la figlia». La polizia ha diramato le ricerche della 29enne su tutto il territorio nazionale.

Al momento la storia viene trattata come un allontanamento volontario, così sostiene la questura. Ma il fatto che nell’abitazione sia arrivata la polizia scientifica e poi sia stato disposto un sequestro probatorio apre anche altri scenari. Non è escluso che si cerchi di evitare che lo stato dei luoghi e delle cose sia mutato prima dell’intervento del pubblico ministero nel caso in cui ci si trovasse di fronte a una condizione diversa da quella dell’allontanamento volontario. Molti i silenzi e le paure . Ma la domanda è sempre la stessa: che fine ha fatto Khrystyna? A casa dello spagnolo la polizia era arrivata dopo una dettagliata segnalazione. Aveva trovato un serra per la coltivazione della marijuana, oltre a cocaina e armi. Nella stanza da letto c’era una pistola calibro 7.65 con matricola abrasa e relativo munizionamento. In un capannone in uso al 41enne, è stata trovata un’altra pistola calibro 22 risultata rubata. In mezzo a una lunga lista di oggetti sequestrati, c’erano bilancine di precisione; 34,80 grammi di cocaina e circa 4 chili e mezzo di marijuana, oltre a 1.200 euro. Durante l’interrogatorio di garanzia, si sa che l’arrestato si è dimostrato collaborativo e che sulla vicenda sono in corso altre indagini. L’arresto è collegato alla scomparsa della giovane?

Ma perché non ha chiesto aiuto se era spaventata da qualcosa? Perché lasciare documenti e oggetti personali nella borsa su un tavolo del soggiorno? —

sabrina chiellini

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