Il Tirreno

Pontedera

l’incidente mortale col trattore 

«Tommasi ha segnato la storia del Forcoli»

a.q.
«Tommasi ha segnato la storia del Forcoli»

Il ricordo dell’ex presidente della società amaranto Famiglia in attesa del nullaosta, il funerale forse mercoledì

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palaia

Si dovrebbe svolgere mercoledì, alle 16, nella chiesa di San Giuseppe a Castelvecchio di Compito, in provincia di Lucca, il funerale di Walter Tommasi, 64enne ex presidente del Forcoli, morto l’altro giorno all’ospedale di Cisanello a causa delle conseguenze di un incidente mentre era alla guida del suo trattore in terreni agricoli di sua proprietà vicino all’abitazione di famiglia. L’ufficialità per l’ultimo saluto all’imprenditore arriverà oggi. I familiari, infatti, sono in attesa del nullaosta della procura dopo gli esami sulla salma effettuati dai tecnici dell’istituto di medicina legale a Pisa dove il corpo di Tommasi è stato trasferito dopo il decesso.

Una morte che ha colpito molto la comunità forcolese, dove ha guidato il club amaranto in serie D per due anni, prendendo il posto di Marco Consoloni, fino a problemi giudiziari che hanno interrotto i rapporti tra Tommasi e la società. «Nel bene e nel male – ricorda Giorgio Corradetti, direttore sportivo del Forcoli dell’epoca e oggi al Ponsacco – è stato un personaggio che ha segnato la storia del Forcoli. Al di là di com’è finito il rapporto, credo che gli sportivi e i dirigenti forcolesi siano davvero molto dispiaciuti per la sua morte».

Walter Tommasi lascia quattro figli e la moglie Laura. Ma in generale lascia un bel ricordo nel “suo” paese, Castelvecchio di Compito, dove in molti lo chiamavano “il piccolo Berlusconi”, ma chi lo conosceva bene lo descrive in maniera molto diversa. Filippo Marcheschi è il suo vicino di casa ed è anche la persona che ne ha ereditato la presidenza alla società del Castelvecchio di Compito una volta che Tommasi è passato alla guida del Forcoli. «Tutti lo chiamavano “il piccolo Berlusconi! – dice Marcheschi – ma in realtà era un uomo molto semplice. Avrebbe potuto girare in Ferrari, ma lui era sempre sul suo trattore. Proprio lo stesso che gli è stato fatale. Era un grande appassionato di calcio e di sport in genere. Aveva creato il suo gioiellino nel nostro paese che aveva portato dalla Terza alla Prima categoria, sfiorando i playoff per salire in Promozione. Gli brillavano gli occhi ogni volta che veniva al campo, ma puntava sempre più in alto e per questo prese al volo l’occasione di salire di livello andando al Forcoli. Per me era un amico e ci sono davvero rimasto male per la sua morte. Ero a casa quando è successo. Ho visto arrivare l’elicottero. Ho parlato con la moglie che era tranquilla, pensando che non fosse così grave. Invece, poi, non è riuscito a superare le complicazioni che sono sopraggiunte». —a.q.

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