Il presidio
«Positivo al tampone 21 giorni fa, ma dall’Asl nessuna telefonata»
24enne di Capannoli si sente “prigioniero” in casa «Ho chiesto al sindaco, ai carabinieri e al prefetto Ma nessuno può liberarmi»
CAPANNOLI
Un’altra storia di “abbandonati” in casa col risultato di positività al tampone al coronavirus, ma che dopo 21 giorni nessuno dall’Asl chiama per un secondo test o per consegnargli il certificato medico che attesta l’asintomaticità, liberandolo dalla “prigione”.
Questa volta il caso riguarda Davide Falcone, 24 anni di Capannoli.«Sono entrato a contatto con un positivo il 17 ottobre – racconta il giovane – e, su consiglio del medico, ho effettuato il tampone il 23 dello stesso mese, risultando positivo. L’Asl mi avrebbe dovuto contattare entro due giorni dall’esito del tampone per prenotare il secondo esame molecolare per riscontrare la presenza del virus. Ma a oggi non sono mai stato contattato da nessuno, nonostante abbia chiamato ripetutamente il numero dell’emergenza Covid. Ogni volta mi è stato detto di aspettare e richiamare il giorno dopo. Inoltre, sono passati 21 giorni dall’inizio di questa storia e dal mio isolamento, ma dell’Asl col suo certificato di guarigione non c’è traccia».
Il ventiquattrenne appare comprensibilmente sconsolato nella sua lettera inviata a Il Tirreno: «Secondo me non verrò mai contattato e sono prigioniero in casa mia. Ho contattato il sindaco del mio Comune, Arianna Cecchini, i carabinieri, il mio medico curante, la polizia locale, ovviamente l’Asl, l’ufficio Igiene dell’azienda sanitaria, e ho persino mandato una mail certificata alla prefettura di Pisa. Il tutto senza risultati, né il sindaco né le forze dell’ordine possono darmi il via libera per uscire».
La sua situazione è davvero poco invidiabile, ma è l’ennesimo caso in un caos generale che riguarda tantissimi cittadini della provincia: «Sono stato totalmente abbandonato e so che dovrò rischiare una denuncia penale per andare a far spesa per comprare i beni necessari al mio sostentamento. Altrimenti, rimarrò bloccato in casa per sempre. In questa situazione c’è anche un mio caro amico, che ha seguito il mio stesso iter negli stessi giorni ed è abbandonato in casa con una figlia appena nata. Entrambi non sappiamo più a chi rivolgerci se non al vostro giornale». —
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