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Le telecamere incastrano i vandali di Halloween

Le telecamere incastrano i vandali di Halloween

Gruppo di ragazzi abbandona rifiuti e danneggia i panelli informativi dell’Ipogeo. Bini: «Sono costretto a fare lo sceriffo»

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Hanno festeggiato Halloween nonostante gli inviti ad evitare gli incontri per arginare il diffondersi del Covid e hanno concluso la serata con atti vandalici e il “consueto” abbandono di rifiuti. La bravata rischia però di costare cara ad almeno sette ragazzi: le telecamere installate all’Ipogeo del Belvedere li hanno individuati.

Tutto è avvenuto nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre. Un gruppo di ragazzi (dalle telecamere sarebbero almeno sette) ha acquistato cibo e bevande da asporto e ha deciso di trascorrere all’Ipogeo la notte di Halloween. I resti della festa sono stati abbandonati e sparsi nel Belvedere. In più il gruppetto ha rotto alcuni pannelli informativi a cui hanno anche tentato di dare fuoco.

«Nei video si vede e si riconosce chi stazionava lì dalle 23 alle 1 di notte perché sono le uniche presenze che in tutto il giorno sono passate di lì», dichiara il sindaco Mirko Bini su Facebook. Insomma, i ragazzi saranno chiamati a ripagare i danni fatti.

Il primo cittadino non solo denuncia pubblicamente l’episodio ma coglie l’occasione per una riflessione. «Perché devo ridurmi a fare il Sindaco “ Sceriffo” che scarica i video e controlla chi spacca e cerca di bruciare un pannello informativo? – si chiede Bini –. Vedo quei volti sullo schermo e sono triste. Non provo rabbia ma delusione perché quel luogo è il simbolo della nostra storia e cultura. Mi fa piacere che sia un luogo di ritrovo ma perché deturparlo, sporcarlo e cercare di bruciarlo? Nei prossimi giorni istalleremo 19 telecamere sul territorio comunale allo scopo di “difenderci” da esterni che scaricano rifiuti o contro chi pensa di venire nel nostro Comune a compiere crimini. Un investimento contro chi pensa di venire da noi a fare azioni incivili. Però oggi perdonatemi lo sfogo: quelle telecamere dovremmo puntarle anche verso l’interno perché non abbiamo solo coloro che arrivano da fuori». —

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