Il presidio
Luca Passerotti fa “41” col nuovo album: «È stata la spinta per rimettermi in gioco»
Il cantante originario di Peccioli parla del suo ultimo lavoro: «Racconta la resilienza e cerca di portare speranza»
PECCIOLI. Si intitola “41” il suo nuovo disco, come i suoi anni. Quarantuno anni di musica rock, ma anche di consapevolezza di sé stessi. Luca Passerotti, in arte Luca P. , è un cantautore e musicista toscano, classe 1978. Partendo da Peccioli fino ad arrivare a vincere importanti riconoscimenti nazionali tra cui il premio Bruno Lauzi per la miglior musica ed il premio Mogol come miglior testo inedito. E adesso il nuovo album, in uscita il 13 novembre. «È un disco permeato di speranza, che racconta la resilienza e che vuole portare un po’ di luce: ha dato a me la spinta per rimettermi in gioco», racconta Luca.
Il disco, che contiene 8 tracce, è stato scritto nell’ottobre 2019, in un tempo in cui nessuno poteva immaginare che, poco tempo più tardi, sarebbe arrivata un’emergenza sanitaria come quella attuale. Eppure l’album è adatto al momento storico che stiamo vivendo. «Il disco può essere anche interpretato come una ricerca di felicità, per lasciarsi alle spalle e superare il lungo periodo della pandemia».
Il primo singolo è “Voglio stare bene”, un inno di speranza uscito a giugno. Poi “E se ridi”, una canzone d’amore ma soprattutto dedicata a se stesso: «È un dialogo con la parte di me che è stata male e un invito a rispettarmi di più, ad aver cura di me». Ma tratta anche un tema sociale, quello delle centinaia di migranti che ogni giorno sbarcano sulle coste italiane. «Racconta la mia voglia di essere ancora qui a guardare il mare, ma dobbiamo vederlo tutti dalla parte giusta». L’amore per la musica contraddistingue la sua vita: dal primo approccio nel 2000 quando fonda col fratello Marco la sua prima rock band gli “Zero3”, al 2006 quando forma gli “Scarlet Diva”, band genovese in cui lui è l’unico toscano: pubblica album che riscuotono un successo notevole, si esibisce in tutta Italia, facendosi così le ossa e imparando il mestiere.
Luca si perfeziona prendendo qualche spunto dai grandi cantautori italiani, ascoltando Battisti, Dalla, Tenco, con influenze del pop internazionale, come i Coldplay e i Muse, e incursioni più recenti della musica elettronica. Ma ci tiene a precisare che da loro prende spunti per la sua creatività, ma fa poco riferimento ad essi: «Ognuno deve trovare la sua dimensione. Io lascio liberi i miei pensieri ed il mio estro, quando sono in vena di ispirazione registro ciò che dico, e poi quello diventerà il testo di una canzone. Lo riscrivo, solitamente lasciando tutto come è, senza intervenire. Ecco perché dico che non scrivo i testi delle canzoni», precisa.
Dopo un periodo difficile, torna nel 2018 sulle scene musicali con il suo vero primo album solista “Bentornato”, un ritorno alle sue origini rock, con qualche punta punk, di stile nirvaniano. «La musica è stata la mia psicoterapia – ammette – la mia ancora di salvezza». L’album è scritto in un mese e registrato in studio in 7 giorni, segno di un ritorno esplosivo. Domani uscirà il singolo “41” che dà il nome al suo nuovo album: parla dei tanti sacrifici che una persona fa per intraprendere questa carriera. Luca P. in questo brano collabora con una promessa del nuovo millennio della canzone d’autore italiana, Emma Nolde. «Vengo da un altro mondo e da altre esperienze artistiche, lei è molto giovane, ma l’importante è stato l’incontro, una felicità che si riassume nella frase “Avevo tanta voglia di incontrarti”». Mentre è in uscita il nuovo album, Luca P. ha già altri progetti in mente, infatti un altro disco ancora è in fase di preparazione. —
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