Un prof positivo sindaci “chiudono” due scuole medie per una settimana
POMARANCE
Due scuole medie “chiuse” dai comuni di Pomarance e Castelnuovo. Questa l’ordinanza dei sindaci Ilaria Bacci e Alberto Ferrini, che coinvolgerà in tutto circa un centinaio di ragazzi, dopo la segnalazione sulla positività di un insegnante che fino al 24 ottobre scorso aveva operato nelle scuole medie di Larderello e del capoluogo castelnovino. Il docente, non residente nei comuni interessati, si era messo a casa ai primi blandi sintomi della malattia, accertata poi giorni dopo tramite tampone. «La sospensione, come da protocolli in vigore, sarà valida fino al 6 novembre, con sospensione dell’attività didattica in presenza per la classe prima, seconda e terza della scuola media di Larderello – informa la prima cittadina di Pomarance –. Il dipartimento di prevenzione provvederà all’emissione dei provvedimenti di quarantena nei confronti degli alunni “contatti stretti”. L’ordinanza sospende solo la didattica in presenza, ma in attesa del tracciamento, i ragazzi delle classi coinvolte, che sono stati presenti a scuola nei giorni 22, 23 e 24 ottobre, devono osservare la quarantena». Una situazione, quella dei due comuni, sotto controllo sul fronte del bollettino: se a Pomarance in tutto sono 10 i casi positivi, a Castelnuovo se ne conta uno solo. «Tutte le persone risultate positive nel nostro comune sono in buone condizioni – continua Bacci. – Per la maggior parte completamente asintomatiche o con lievi sintomi. Due persone si sono negativizzate in pochi giorni».
Più critico il sindaco di Castelnuovo Ferrini, che prendendo il medesimo provvedimento per le medie del suo comune, in tutto tre classi, ha voluto sottolineare le falle di una “catena di controllo” e attivazione dei protocolli che a tratti fa acqua. «È stata data alle Asl un compito che poi esse stesse assolvono delegando, di fatto, i comuni, senza però nessun riconoscimento effettivo – spiega il sindaco –. Spesso passano molti giorni fra la sospetta positività e la certezza. Inoltre i sindaci si trovano a non saper cosa rispondere alle famiglie rispetto alle quarantene, perché l’autorità sanitaria del comune, ovvero il sindaco, è estromesso a causa dell’emergenza da questa decisione, che riguarda la libertà individuale. Gli studenti devono considerarsi in quarantena, ma la comunicazione ufficiale proverrà dalla scuola, non appena Asl trasmetterà l'elenco dei ragazzi coinvolti. Data questa grande difficoltà a fare i tracciamenti credo che sarebbe opportuno che soprattutto nelle realtà piccole le autorità sanitarie si avvalessero delle istituzioni locali». —
Nilo Di Modica
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