Svastiche e frasi fasciste La sindaca: «Sfregiato un luogo di cultura»
santa croce
Un paio di svastiche camuffate e una scritta inneggiante al duce. Sono comparse a Santa Croce all’ingresso laterale di Villa Pacchiani, impresse con un pennarello nero sulla cancellata in ferro e sulla cassetta della posta, in un punto frequentato soprattutto da gruppi di ragazzi alla ricerca di un luogo appartato e al “riparo” dalla strada. A trovare le scritte sono stati i dipendenti comunali che venerdì pomeriggio, poco prima delle 16, sono arrivati a Villa Pacchiani per aprire la mostra dell’artista Luca Pancrazi inaugurata il 17 ottobre.
«Se c’è il duce c’è la luce» recita la scritta, che proprio non è andata già alla sindaca di Santa Croce Giulia Deidda: «Non tanto per il danno in sé – dice – che comunque c’è anche se ovviamente è contenuto, ma soprattutto per la stupidità del gesto, per il suo messaggio e per il fatto di aver sfregiato un luogo di cultura».
La sensazione è che tutto sia da ascrivere comunque ad una ragazzata di cattivo gusto: «Del resto quello è un punto che ci ha fatto dannare anche durante il lockdown – spiega Deidda –. È un luogo appartato, un po’ nascosto, non visibile dalla strada, dove alcuni giovani sono abituati a darsi appuntamento. A chi ha imbrattato quelle scritte inneggiando a Mussolini, consiglierei quindi di impiegare meglio il proprio tempo, ricordandogli anche che quello è un reato e che se scopriamo chi è stato sarà lui a ripagare il danno».
Per il territorio di Santa Croce, tuttavia, non è la prima volta che qualcuno si diverte a scrivere con un pennarello per inneggiare a Mussolini: era già successo lo scorso anno, pochi giorni prima delle elezioni amministrative, quando i cartelli stradali all’ingresso di Staffoli erano stati imbrattati con il più classico “Viva il duce”. «A queste persone – aggiunge la prima cittadina – voglio ricordare che è proprio grazie al sindaco Deidda se Benito Mussolini non è più cittadino onorario del Comune di Santa Croce, da quando nel marzo 2019 abbiamo revocato la cittadinanza concessa nel ‘24. Al suo posto adesso ce l’ha la senatrice Liliana Segre». —
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