Il Tirreno

Pontedera

il dossier statistico dell’immigrazione 

Oltre il 15% degli abitanti di Pontedera è straniero

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PONTEDERA

Molto più di una frenata. L’immigrazione a Pisa è ferma praticamente ormai da un quinquennio. Sono 43.115, infatti, gli stranieri residenti nel territorio provinciale alla fine del 2019, appena l’1,1% in più rispetto all’anno precedente e in aumento del 6,3% in confronto al 2015. Quasi un’inezia se si considera che solo dal 2012 al 2013 l’incremento era stato di oltre dodici punti percentuali. Eppure l’incidenza sulla popolazione continua ad aumentare: oggi, infatti, è di origine immigrata circa un pisano su dieci (10,2%), dieci anni fa si superava a malapena il 6%.

L’apparente contraddizione, che si riscontra peraltro anche a livello regionale e nazionale, è stata spiegata a Pisa, nel corso della presentazione regionale del Dossier statistico immigrazione 2020, il volume edito alla Idos e giunto alla 30esima edizione, che ogni anno offre una fotografia dettagliata e aggiornata sulla presenza straniera in Italia. Alla presentazione in remoto sono intervenuti anche l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, il pastore della Chiesa Valdese di Pisa Daniele Bouchard, il professor Fabio Berti dell’Università di Siena, il segretario regionale della Cgil Maurizio Brotini e Fabio Caporali e Svetlana Moraru, autori de “Il viaggio di una colf”, edito da Ets. «In Toscana e in Italia, ma anche a Pisa, la popolazione straniera ha continuato ad aumentare, sia pure in modo impercettibile, mentre quella italiana è rimasta sostanzialmente ferma», è stato spiegato. Tanto che, solo con riferimento al territorio provinciale, fra il 2015 e il 2019 la popolazione residente è rimasta stabile (0,3%) solo per effetto del contributo degli immigrati (+6,3%) dato che la componente italiana è diminuita (-0,3%).

A livello diocesano la percentuale più elevata la fa segnare Pontedera (15,5%), subito seguita da Pisa e dal piccolo centro di Riparbella (entrambi 14,3%), gli unici tre comuni che si collocano al di sopra sia della media regionale (11,3%) che di quella provinciale (10,2%). Molto più distanti gli altri, con quattro comuni fra il 7 e il 9% (Barga, Santa Luce, Cecina e Cascina) e il grosso (14) che si colloca fra il 5 e il 7% (Calcinaia, Castellina Marittima, Orciano Pisano, San Giuliano Terme, Pietrasanta, Forte dei Marmi, Fauglia, Bientina, Buti, Vicopisano, Stazzema, Crespina-Lorenzana, Seravezza e Collesalvetti). Più staccato Calci (3,9%).

Se si amplia l’osservazione fino a comprendere tutta la provincia di Pisa, invece, sono nove i comuni che si collocano al di sopra della media: un caso quasi unico è quello di Santa Croce dove gli stranieri sono quasi un quarto dei residenti (23,1%), ma incidenze molto elevate si riscontrano anche nei piccoli di Castelnuovo Valdicecina (19,3) e Monteverdi Marittimo (18,4), piccoli centri in via di spopolamento, almeno in parte rivitalizzati dalle famiglie migranti. Seguono Castelfranco di Sotto (14,9), Pomarance (11,6) e Ponsacco (10,4). Oltre, ovviamente, a Pontedera, Pisa e Riparbella. —



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