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Difensore civico ad Asl e Regione: servono letti di terapia intensiva

Dopo l’incontro con le associazioni parte la lettera in cui si cita il progetto di Auxilium Vitae e Fondazione CrV

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VOLTERRA

Il Difensore civico scrive alla Regione “consigliando” di creare posti di terapia intensiva a Volterra. La lettera è stata inviata ai vertici del governo regionale e della sanità toscana dopo un incontro con Sos Volterra in presenza e (in collegamento telefonico) con l’associazione Mamme Valdicecina, in rappresentanza anche dell’associazione “Difendiamo l’ospedale” e dell’associazione “Volterra infanzia”.

L’ISOLAMENTO DI VOLTERRA

Secondo il Difensore civico, «Volterra è una città che già è isolata e distante dai tre presìdi più vicini, con collegamenti stradali non veloci soprattutto in caso di maltempo, ma per molti utenti dell’Alta Valdicecina costituisce un punto di arrivo distante decine di chilometri. Quindi un paziente che giunge a Volterra ha già spesso percorso molti chilometri e non è detto che si tenti subito il trasporto subito in elisoccorso dal domicilio del medesimo, optando invece per stabilizzarlo prima a Volterra, considerato che peraltro in condizioni meteo avverse Pegaso non può volare». In più, «l’emergenza Covid-19 ha fatto emergere l’esigenza di potenziare i posti di rianimazione», tanto che «il governo ha previsto finanziamenti in tal senso e la logica vorrebbe che i letti di rianimazione fossero in strutture diverse e non tutti concentrati nel medesimo presidio ospedaliero, come del resto testimonia il caso della rianimazione di Pontremoli nello stesso territorio dell’Asl Toscana Nord Ovest».

EMERGENZA COVID-19

Il Difensore civico aggiunge che normalmente avanzerebbe riserve, «perché è nota alla luce dell’esigenza che durante l’emergenza Covid-19 ha reso necessario attrezzare a rianimazioni anche le sale operatorie, la differenza fra rianimatori con competenza specifica su pazienti in condizioni respiratorie critiche e rianimazioni gestite da anestesisti che normalmente monitorano per gli interventi chirurgici un paziente in condizioni stabili. Tuttavia va evidenziato che, oltre all’esperienza in questo campo dei sanitari di Volterra dove esistono già quattro letti di sub intensiva, l’ospedale confina con il Centro Auxilium Vitae che gestisce proprio criticità e riabilitazione cardiaca e respiratoria: peraltro i pazienti in riabilitazione al Centro Auxilium Vitae possono avere aggravamenti per i quali si rende necessario il ricovero in rianimazione e trasferirli in un altro presidio ospedaliero fuori Volterra porrebbe anche problemi di raccordo nella continuità assistenziale. Mentre la presenza di posti un’unità di rianimazione a Volterra la renderebbe possibile».

L’IMPORTANZA DELLA FONDAZIONE

Nella lettera si parla anche della Rems e del carcere e dei problemi legati alla sorveglianza che si verrebbero a creare in caso di ricovero per un paziente o un detenuto, se «la sede del ricovero fosse in un altra città». Ma c’è spazio anche per il progetto portato avanti proprio da Auxilium Vitae e Fondazione Cassa di risparmio di Volterra per dotare il centro di riabilitazione di letti per la terapia intensiva. «Resto in attesa di capire dall’Azienda sanitaria e dagli altri destinatari di questa lettera – scrive il Difensore civico – con che modalità se nel previsto aumento dei letti di rianimazione vi sia spazio per un’unità anche all’ospedale di Volterra». E si rende «disponibile ad approfondire le problematiche in un incontro con la direzione aziendale». —



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