Italia
Scultura di alabastro in centro al posto dell’albero di Natale
Il progetto fa parte della candidatura a capitale della cultura È l’inizio di un percorso per ampliare i mercati dei produttori
VOLTERRA
Una scultura di alabastro al posto dell’albero di Natale. È questa l’idea su cui sta lavorando Luisa Bocchietto, nota designer italiana, su incarico del Comune di Volterra nell’ambito del progetto di candidatura a capitale italiana della cultura per il 2022.
Una sorta di rivoluzione, rispetto alla tradizione delle feste di dicembre, ma anche per quanto riguarda tutto il mondo dell’artigianato legato all’alabastro. «Mettere un oggetto di dimensioni rilevanti in piazza dei Priori al posto dell’albero di Natale vuol dire lanciare un messaggio in favore dell’ambiente, ma anche di cambiamento del modo di intendere la produzione dell’alabastro – spiega Alessandro Corda, coordinatore della Comunità dell’alabastro – Sul fronte ambientale riteniamo importante cercare di dare il nostro contributo per diminuire l’utilizzo degli alberi per addobbare le abitazioni e gli spazi pubblici. In questa maniera si valorizzerebbe un prodotto d’ingegno realizzato da lavoratori e aziende del territorio. Ma la scelta per il 2020 non è solo questo. È un messaggio che gli alabastrai lanciano a tutti. Dobbiamo cambiare e vogliamo farlo partendo da un progetto preciso, come quello che ci coinvolge nella candidatura per la capitale della cultura, e coinvolgendo tutti gli ambiti della Valdicecina, a cominciare dalle infrastrutture».
L’obiettivo finale è di inserire l’artigianato volterrano dell’alabastro nei mercati dell’arte e dell’arredamento contemporaneo. Per questo è stata interpellata una designer famosa come Luisa Bocchietto. «Stiamo lavorando alla progettazione dell’oggetto da inserire nel cuore della città nei giorni di Natale – sottolinea la designer – e ad altri oggetti di alabastro di più piccole dimensioni che potranno essere prodotti e venduti dagli artigiani locali, anche attraverso le attività commerciali di Volterra. L’idea è di iniziare un percorso che proseguirà nel 2021 con il coinvolgimento di designer di fama internazionale che aiutino i produttori locali a trovare idee per ampliare il proprio raggio d’azione sui mercati contemporanei. Si tratta di un’operazione di ampio respiro e che non si costruisce in pochi mesi. Per arrivare a vendere in quei segmenti del mercato occorre una buona progettazione, una produzione adeguata, strumenti di comunicazione e una robusta rete distributiva. Tutto questo a fronte di investimenti che, con molta probabilità, i singoli artigiani non sono in grado di sostenere».
Ecco quindi che servirà una sinergia rilevante tra istituzioni e aziende. Magari con la creazione una sorta di consorzio. «Di solito si fa così – ammette Bocchietto – ma è prematuro parlarne. Di sicuro, in circostanze analoghe quello che conta è l’unione d’intenti tra istituzioni, aziende ed esperti del settore per ottenere finanziamenti da investire in progetti che puntino ad adeguare le produzioni ai gusti contemporanei e a far inserire i nuovi prodotti sui mercati».
Un lavoro duro, quindi, che punta a fare tesoro della grande esperienza maturata nel passato e attualizzarla con le necessità di sviluppo che il mondo dell’alabastro rivendica. «Dobbiamo porre le basi per dare futuro al nostro lavoro – riprende Corda – partendo dal know how creato a Volterra che si caratterizza nel mondo proprio attraverso l’alabastro».
Intanto si attendono i risultati dello studio fatto da Luisa Bocchietto che a fine ottobre s’incontrerà con gli artigiani per raccogliere idee in vista del Natale. «A quel punto capiremo le scelte per le feste di dicembre – spiega l’assessore alle culture, Dario Danti – con la consapevolezza che si tratterà solo dell’inizio di un cammino per dare un grande futuro all’alabastro e alla città di Volterra». —
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