Il teatro Era riparte dai giovani con due serate di spettacolo
PONTEDERA
Sessanta spettatori nella sala grande del teatro Era, che di posti ne ha molti di più. Una poltrona occupata e due vuote, per mantenere le distanze di sicurezza, così come imposto dalla normativa anti-Covid. Mascherine, gel, termoscanner non fermano la voglia di ricominciare ad entrare nei teatri. Il teatro Era ha riaperto (con due sere di spettacoli, giovedì e ieri) ancora prima della Pergola di Firenze e dà un segnale di fiducia anche quando i numeri della pandemia preoccupano. Per ricominciare la Fondazione Teatro della Toscana ha scelto “Opera Panica extralarge, Nuovo Cabaret Tragico”, una coproduzione del Teatro della Toscana con il teatro Franco Parenti di Milano, una delle realtà che si sta dimostrando più vivace nell’impegno nel tornare a recitare anche ai tempi della pandemia.
«Vogliamo dare un segnale di ripartenza – ha detto Antonio Chelli, vicepresidente della Fondazione Teatro della Toscana – con uno spettacolo di qualità, fatto da giovani. La riapertura del nostro teatro è anche un segno di speranza per la Valdera e per tutta la Toscana».
Marco Giorgetti, direttore generale della Fondazione Teatro della Toscana, e il sindaco Matteo Franconi, incontrando gli invitati alla prima serata, nella sala Cieslak, hanno confermato l’impegno nel voler andare avanti e presentare, già il 27 ottobre, la stagione del teatro Era. «I teatri sono i luoghi più sicuri dove andare – ha ricordato Giorgetti –. Confermiamo il ruolo di Pontedera come fucina del teatro di sperimentazione. Ricominciamo con uno spettacolo che ha la capacità di trovare i migliori registri tra i giovani, guardando al futuro».
Per il sindaco Franconi in questo momento più che mai è necessaria una visione di prospettiva. «Il teatro è un’opportunità per la nostra città anche con le sue capacità di innovarsi». Riaprire le porte del teatro significa dare anche un’immagine di fiducia». “Opera Panica” è un racconto surreale sulla ricerca della felicità, come lo ha definito il regista Fabio Cherstich parlando del suo incontro con lo scrittore e poeta Alejandro Jodorowsky e della sua psicomagia come arte per guarire. —
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