Il presidio
Sequestrati a San Miniato 50mila litri di vino adulterato
Frode scoperta da Finanza e ispettori del ministero: aggiunte sostanze vietate come lo zucchero di barbabietola. Esclusi rischi per la salute dei clienti
SAN MINIATO
Il sequestro risale ai primi giorni di ottobre. Ieri la Guardia di Finanza di Pisa ha reso noti i primi risultati di una indagine che riguarda la provincia di Pisa e in particolare la vendita di vino che era destinato ai Paesi del Nord Europa. Un numero di bottiglie che avrebbero fruttato oltre 100.000 euro.
Sono stati sequestrati in un’azienda di San Miniano circa 50.000 litri di vino rosso ritenuti adulterati dagli ispettori dell’Icqrf (Ispettorato centrale repressione frodi) di Pisa e dai militari della Guardia di Finanza del comando provinciale nell’ambito di un’attività di polizia giudiziaria a tutela delle frodi nel settore agroalimentare.
Al momento risulta che ci sia un indagato. Il controllo è scattato in un’azienda specializzata nell’esportazione in tutto il mondo di vino sfuso e imbottigliato e nel commercio di vini di diversa provenienza, L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Egidio Celano, ha avuto inizio negli ultimi mesi del 2018 a seguito di specifici controlli avviati proprio dagli ispettori della Repressione frodi nei confronti dell’azienda imbottigliatrice situata nel comune di San Miniato.
Gli accertamenti si erano concentrati, in particolar modo, sulla qualità del vino sia imbottigliato che sfuso, attraverso complesse analisi di laboratorio dalle quali era emersa la frode: una partita di prodotto era risultata essere completamente annacquata e adulterata con l’aggiunta di sostanze vietate dai disciplinari, come lo zucchero di barbabietola.
Si tratta di sofisticazioni, come è stato spiegato, che non risultano dannose per la salute dei consumatori, ma costituiscono una pratica fraudolenta di concorrenza sleale nei riguardi degli operatori onesti del settore.
Anche in questa indagine, così come già avvenuto in passato, un ruolo fondamentale riveste la collaborazione tra la Guardia di Finanza e l’ Ispettorato centrale repressione frodi.
Una sinergia che, muovendo proprio dalle numerose attività sul campo, ha portato recentemente i vertici delle due istituzioni alla stipula di un protocollo d’intesa con l’intento di incrementare le misure di tutela del comparto agroalimentare contrastando le frodi in danno del bilancio dell’Unione europea, la contraffazione dei marchi industriali, nonché degli altri illeciti economico-finanziari.
Quella rivolta al vino è la seconda indagine nell’arco di pochi mesi che la Finanza porta avanti insieme all’Ispettorato centrale repressione frodi rivolta a smascherare eventuali frodi alimentari.
La prima era stata scoperta tra Ponsacco e San Miniato, dove un’azienda aveva spacciato per succo di mela biologico un prodotto che non solo non lo er, ma veniva realizzato con mele marce, contaminate e con l’aggiunta di acqua e sostanze zuccherine.
Un’indagine che è ancora in corso e che si avvia ormai alla conclusione. —
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