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Allarme dei calzaturieri: «Aiuti dal governo o collasso»
SANTA CROCE
Grido d’allarme dei calzaturieri che chiedono aiuto al governo per i danni dovuti alla crisi economica. «Mai come oggi, in 60 anni di storia del nostro comprensorio, avevamo affrontato una crisi così drammatica. Siamo alla resa dei conti: o il governo ci aiuta con contributi a fondo perduto, o qui rischiamo il collasso», dice il presidente del Consorzio Toscana Manifatture di Santa Croce Luca Sani, che rappresenta oltre 60 aziende del settore della calzatura della Toscana e che ha il compito di formare artigiani e tecnici.
Il Consorzio ha deciso di denunciare la situazione insostenibile che si trovano ad affrontare, da marzo, le loro imprese. A far traboccare il vaso è stata la goccia del taglio del costo del lavoro del 30% solo per le regioni meridionali (il cosiddetto Sconto Sud) deciso dal governo Conte, che non è stato esteso a tutto il Paese. «Questo insensato provvedimento darebbe adito ai calzaturieri del Sud di mettere in pratica un doppio gioco attraverso un’ulteriore concorrenza sleale, usando le vicine Albania e Tunisia per varie lavorazioni, attrezzature o componenti – spiega Sani – a fronte del sistema toscano che, invece, si basa su un’economia circolare a chilometri zero completa».
I calzaturifici toscani sono costretti ad affrontare il problema dei blocchi o annullamenti degli ordini da parte delle case di moda. «Alcuni di noi sono già in ginocchio – continua Sani –. L’incertezza per il futuro è data dalla mancanza di nuovi ordini che di solito in questo periodo erano già stati acquisiti e coprivano la produzione fino alla fine dell’anno. Se confrontiamo il periodo gennaio-luglio 2019 con lo stesso del 2020, riscontriamo una diminuzione del fatturato del 40-50% e del 50-60% del portafoglio ordini. Così non andiamo più avanti».
Consorzio Toscana Manifatture ha patrocinato un Comitato di crisi composto da aziende toscane della filiera moda che l’8 luglio ha convocato un incontro nell’aula magna del Polo tecnologico conciario di Santa Croce con circa 60 imprenditori del distretto. «Da allora abbiamo avuto molti incontri con membri del governo e della Regione Toscana presentando richieste per l’immediato e proposte per il rilancio. Adesso che è stato eletto il nuovo governatore ci aspettiamo di essere convocati per mettere a fuoco le misure regionali da realizzare – spiega Gianluca Papini, direttore di Consorzio Toscana Manifatture –. Alla riapertura, dopo il lockdown, le aziende hanno dapprima concluso le lavorazioni degli ordini esistenti, dopodiché ordini successivi non sono più arrivati. Vediamo un futuro molto buio di fronte a noi e se le cose resteranno così prevediamo che il 50% delle aziende chiuderà, mandando a casa migliaia di addetti, che rappresentano una manodopera unica al mondo». —
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